Raccolta differenziata, le buone pratiche delle città

Le best practice di Bari, Cagliari, Cosenza e Napoli. Aumenta la percentuale di differenziata, soprattutto della carta. Obiettivi fondamentali, incrementare il porta a porta e sensibilizzare i cittadini

Buone pratiche in tema di raccolta differenziata. Alcune città tirano la volata, altre sono indietro, ma si può dire che l’obiettivo del 65% imposto dall’Unione Europea già dal 2012 è ormai diventato un traguardo da raggiungere al meglio e con la maggiore “fantasia” possibile, più che un fastidioso obbligo imposta dall’alto.

Ne sanno qualcosa amministratori e tecnici di quattro città – Cagliari, Cosenza, Napoli, Bari – , riuniti giorni fa nel capoluogo pugliese in una tavola rotonda a margine della presentazione da parte di Comieco del 22mo rapporto sulla raccolta, riciclo e recupero di carta e cartone.  

Cagliari, porta a porta contemporaneamente in tutta la città

Ha definito la città di cui è assessora una new entry nel panorama della differenziata, ma con tante idee e molto chiare. Così Claudia Medda, che ha in carico le deleghe a comunicazione, innovazione tecnologica e decoro urbano, presenta i programma di raccolta rifiuti che ha portato Cagliari ad affidare in via definitiva un appalto di 7 anni  per il servizio di igiene urbana pari a 26 milioni euro.

Claudia Medda
L’assessore al decoro urbano del Comune di cagliari, Claudia Medda

Cagliari parte direttamente col porta a porta  su tutto il territorio comunale, diversamente da altre città dove si procede per progressive aggiunte del territorio da coprire. Via quindi i cassonetti stradali.

L’assessora Medda non si nasconde l’inevitabile caos che ne seguirà, ma non mancano i progetti per ovviare all’iniziale disservizio, a cominciare da una capillare campagna di comunicazione in partenza ad ottobre che durerà 5 mesi. Previste anche isole ecologiche interrate nel centro storico («anche se – commenta la Medda – sappiamo che la Sovrintendenza dirà di no»), 5 ecocentri (1 ogni 15mila abitanti) a regime entro 3 anni; nel frattempo il consorzio di imprese  che gestirà la raccolta rifiuti fornirà per i primi due anni 2 piccoli ecocentri. In programma anche la bonifica del polo tecnologico di San Lorenzo di Sotto, per il quale il comune di Cagliari ha ottenuto dalla Regione Sardegna un maxifinanziamento di 2,6 milioni e che così andrà ad “alleggerire”  il polo di Macchiareddu.

Sullo sfondo c’è il raggiungimento de 65% di raccolta differenziata entro il 2018, ma a conti fatti l’impresa non è poi così complicata se si pensa al lusinghiero risultato che vede Cagliari seconda solo all’Abruzzo nella raccolta carta con 53 kg. pro-capite.

Napoli, l’investimento in infrastrutture premia la raccolta differenziata

Ci vorrebbe proprio una bella alleanza tra l’ASIA e l’AMIU, per ottimizzare i risultati e scambiarsi le buone pratiche. Questo in sintesi il pensiero di Francesco Mascolo, direttore generale di Asia Napoli, l’azienda che effettua  nella città partenopea i servizi di igiene ambientale come la raccolta differenziata, lo spazzamento, la raccolta del residuo indifferenziato e del trasporto rifiuti verso gli impianti di trattamento e selezione.

I numeri anche in questo caso sono positivi. Sono stati investiti 1,300milioni euro in infrastrutture destinate alla raccolta stradale e domestica (dai bidoncini per il porta a porta alle campane ai cassonetti agli automezzi per la raccolta) per ora abbinate, ma destinate a spostarsi verso il porta a porta in virtù di un piano condiviso con la Regione Campania, piano che entro 18 mesi coprirà oltre 630mila abitanti, cioè più del 50% della popolazione napoletana .

Nel biennio 2015-2016 sono state raccolte oltre 9mila tonnellate di rifiuti, di cui quasi 5mila in carta e cartone. Un bel risultato se si pensa che nel 2008 la percentuale raccolta era del 14% e nel 2015-2016 l’incremento è stato del 20%, mentre si punta a quota 38% a fine 2017.

La frazione cellulosica tira la volata insieme alla frazione organica (passata in questi ultimi anni da 30mila a 70mila tonnellate). La differenza l’ha fatta per Mascolo il massiccio investimento in infrastrutture che, ha detto, «producono un ritorno significativo, che ci consente, nel caso di Napoli, di andare verso il superamento degli obiettivi normativi di legge previsti».

Cosenza, obiettivo 65% già raggiunto, ma…

Per 10 anni in Calabria c’è stato un Commissario per l’emergenza ambientale. In questo periodo sono stati spesi 1,2 miliardi per l’ emergenza rifiuti. Ma forse quella che è mancata è stata un’opera di sensibilizzazione della cittadinanza da parte degli amministratori locali. La pensa così il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, che non manca di sottolineare i risultati positivi della differenziata nella città che amministra dal 2011.

Cosenza ha raggiunto il 65% di media giornaliera di raccolta differenziata, con un incremento straordinario in soli pochi anni; in particolare, grazie al supporto di Conai e Comieco, la media pro capite per cittadino di raccolta della carta supera ormai i 53 kg e sottrae più di 100 mila tonnellate di rifiuti alle discariche.

Ora si sta rimodulando il sistema di raccolta introducendo il porta a porta ed eliminando progressivamente i cassonetti stradali, «cosa che fa aumentare gli abbandoni abusivi», sottolinea il primo cittadino. In questa campagna per il nuovo corso cosentino, Occhiuto sa di poter contare sulla collaborazione degli anziani, specialmente di quelli che hanno vissuto nelle zone interne della regione, «perché più sensibili alla cultura del riciclo». Certo il dato positivo del +8,6 di raccolta differenziata che si registra al Sud induce sempre più a ritenere che si sia finalmente affermata la cultura del riciclo, ma non bisogna ritenere conseguito un risultato che va incrementato. Soprattutto, insiste Occhiuto, bisogna lavorare per far capire ai cittadini che «la differenziata non è una moda ma una necessità e solo introducendo un circolo virtuoso potremo rendere le nostre città più belle».

Bari città virtuosa nella differenziata

“DifferenziAmo” è il claim prescelto dall’Assessorato all’Ambiente di Bari per diffondere ancor più capillarmente la cultura del riciclo. Come testimonial sono stati individuati i bambini, già da ora, grazie soprattutto all’attività di sensibilizzazione svolta nelle scuole, ottimi “differenziatori” e riciclatori .

raccolta differenziata
Bambini testimonial della campagna per il porta a porta a Bari

Bari è una città virtuosa quanto a raccolta differenziata specialmente nei risultati di carta e cartone, spiega l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, anche grazie ad alcuni elementi, in primo luogo la presenza di famiglie storicamente impegnate nella raccolta di questa frazione. Da non sottovalutare, poi, la forte attenzione alla comunicazione e l’impegno dell’AMIU.

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Quali sono gli obiettivi? Mantenere, anzi aumentare il trend positivo della raccolta, che vede Bari, ad esempio, distaccare di molte lunghezze Milano ( 44% contro 23% nella raccolta carta pari a 98,7 contro 61 kg. pro capite; raccolta commerciale tripla rispetto al capoluogo lombardo). Si aggiunge poi il progressivo ampliamento a tutta la città del porta a porta (finora partito a Santo Spirito «con ottimi risultati», aggiunge soddisfatto Petruzzelli) che una volta completato, porterà indubbi vantaggi alle tasche dei baresi e permetterà di intercettare rifiuti, come proprio la carta, che incidono molto sulla differenziata; per il momento, intanto, si deve combattere con la “migrazione dei rifiuti” dai paesi vicini dove è partito il porta a porta arrivano in città. Infine, tenere costantemente aggiornati i baresi sui risultati raggiunti. E per questo ci sono le campagne di comunicazione.

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