Raccogliere rifiuti è diventato uno sport: è il Plastic Free Walk

Inventato da Paolo Monesi, il progetto è parte fondamentale dell’attività dell’associazione Plastic Free Onlus

Sta prendendo sempre più piede in Italia il Plastic Free Walk, il progetto dell’associazione nazionale Plastic Free Onlus che invita chiunque a ripulire terreni, strade e aree verdi e sportive mentre si pratica attività fisica.

È un modo per unire lo sport e le passeggiate all’aria aperta alla raccolta di rifiuti. Questa attività è aperta a tutti: bastano bastone e sacca per la raccolta rifiuti e tanta voglia di stare all’aria aperta.

Come nasce il Plastic Free Walk

Paolo Monesi

«Il progetto – ci spiega l’eco-trekker Paolo Monesi, referente nazionale di Plastic Free Walk – nasce nell’agosto 2020. Ho organizzato come primo evento la percorrenza e la pulizia della famosa Via degli Dei che collega Bologna a Firenze, attraversando l’appennino tosco-emiliano armato di sacchi, pinze e tanti amici volenterosi. Abbiamo percorso tutti i 130 km del cammino, raccogliendo i rifiuti di altri viandanti godendoci il meraviglioso paesaggio appenninico.

Nel settembre 2020 è stato aperto il gruppo Facebook dedicato a Plastic Free Walk, che è cresciuto in poco tempo fino ad arrivare ad oltre 7.000 iscritti nei primi 6 mesi di attività, che ospita giornalmente decine di post di volontari intenti nel ripulire e ridare decoro al proprio territorio».

Il Plogging e il  Plastic Free Walk

Bisogna dire che il Plastic Free Walk è l’evoluzione del Plogging. Nato nel 2016 in Svezia, questo sport si pratica ripulendo i luoghi mentre si fa jogging. In Italia, il Plogging è diventato Plastic Free Walk perché non è legato alla corsa ma ad una serie di attività diverse, che insieme arrivano a bruciare fino al 30% in più di calorie. Inoltre, si può praticare davvero ovunque. Il questo modo, Paolo Monesi ha coinvolto in pochissimo tempo migliaia di persone in ogni parte d’Italia.

«Il benessere fisico dato dall’attività sportiva – spiega Monesi – viene amplificato dalla piacevole sensazione di poter contribuire direttamente al benessere del pianeta con un’attività gratuita, accessibile e del tutto spontanea».

“Adotta Un Km”

Paolo Monesi

Adotta Un Km” è un’altra iniziativa dove i volontari simbolicamente “adottano un km” percorso abitualmente, prendendosene cura con continuità. Con l’emergenza sanitaria in atto, questa attività è diventata un appuntamento fisso settimanale per molti, tanto da organizzare domenica 21 marzo 2021 il primo “evento di gruppo virtuale” che ha portato oltre 3.000 persone ad uscire di casa per una giornata di pulizia individuale pubblicando le loro azioni sui social network. Una sorta di gara, persino con pettorale numerato, ma sempre nel rispetto delle distanze e degli assembramenti, rigorosamente con le mascherine. Si stima che siano state raccolte 40 tonnellate di rifiuti.

Inoltre, attraverso il contatore dei “Km Ripuliti”, sono stati ripuliti 7.500 km dalla nascita del progetto, con una punta di 5mila km in una sola giornata. Il prossimo obiettivo è 15mila nel 2021.

Turismo ad impatto ambientale positivo

Previsti anche eventi “in movimento”: «Eventi di eco-trekking – ci spiega Monesi – sono già stati organizzati in località particolari d’Italia come la costa pugliese, le montagne vicentine o lungo fiume Po. Gli eventi Plastic Free Walk sono organizzati sempre in collaborazione con guide ambientali del luogo, associazioni culturali e di promozione turistica che danno un valore aggiunto importantissimo a questi eventi che mirano sempre a seminare cultura e coscienza ambientale nei territori ospitanti. L’idea è di sviluppare il concetto di Turismo ad Impatto Ambientale Positivo.

Un tipo di turismo e di tempo libero particolarmente attento alla tematica della rimozione dei rifiuti dalla natura ma che non rinuncia a conoscere anche in maniera insolita un nuovo territorio».

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