Quest’anno corsa al condizionatore: i consigli per risparmiare. Intanto il caldo soffoca il commercio

Il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato dal 1850 (Foto da Pixabay.com)

Raddoppiate le vendite rispetto allo scorso anno, mentre il caldo frena le attività. L’allarme di Confesercenti: «A rischio 3.4miliardi di spesa». L’IA può aiutarci?

 

Il condizionatore: ancora di salvezza. Nelle settimane in cui Caronte ha traghettato l’Italia verso un caldo infernale, si è registrato un aumento delle vendite dei condizionatori e del loro utilizzo. Inevitabili le ricadute sulla bolletta (già di per sé salata) dell’energia elettrica. Le temperature elevate hanno però scoraggiato lo shopping, facendo registrare un importante calo dei consumi e mettendo a rischio quasi tre milioni e mezzo di euro.

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Sempre più “condizionati”

Con l’ondata di caldo abbattutasi sull’Europa meridionale, in Italia è subito scattata la corsa a condizionatori e ventilatori. Persino chi era reticente all’acquisto per evitare salassi in bolletta, non è riuscito a resistere e tra i due mali ha optato per il minore. Come riportato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, anche in Italia si è ricorsi a soluzioni di raffreddamento più efficaci rispetto ai metodi tradizionali. L’azienda italiana di elettronica Unieuro, infatti, ha evidenziato il raddoppio delle vendite di climatizzatori nella settimana fino al 21 luglio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’incremento riguarda anche le aziende di e-commerce. In questo mese, Amazon Business ha incrementato il fatturato del 20% sulla vendita di condizionatori portatili rispetto a luglio 2022. La richiesta è arrivata soprattutto da Spagna, Italia e Francia. Venduti a migliaia anche i dispositivi portatili.

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Bolletta: come la mettiamo?

È la parte più “soffocante” della questione. Se bisogna difendersi dal caldo e cercare di trovare un po’ di refrigerio, è altrettanto necessario evitare sprechi e costi esorbitanti dell’energia. Per questo è opportuno utilizzare in modo intelligente i dispositivi di aria condizionata. Per farlo basta seguire dieci consigli che possono giovare alle tasche dei consumatori:

1) La scelta del condizionatore è fondamentale: bisogna cercare di acquistare i modelli con classe energetica A o superiore;
2) Preferire gli apparecchi dotati di tecnologia inverter, che adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento;
3) Approfittare degli incentivi: per l’acquisto di una pompa di calore, in base al tipo di intervento, sono previsti l’ecobonus o il conto termico.
4) Collocare il climatizzatore nella parte alta della parete, poiché l’aria fredda tende a scendere. In questo modo si mescolerà più facilmente con quella calda, che invece tende a salire. Non posizionare il climatizzatore dietro divani o tende perché l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca;
5) Impostare la temperatura due o tre gradi in meno rispetto a quella esterna. Spesso basta attivare il deumidificatore per rimuovere quell’umidità che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale;
6) Installare un condizionatore in ogni stanza: posizionarne uno in corridoio, sperando che rinfreschi l’intero ambiente, servirà solo a prendere un colpo di freddo ogni volta che si passi sotto;
7) Tenete chiuse porte e finestre per evitare di riscaldare la temperatura interna;
8) Assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta direttamente a sole o intemperie e isolare i tubi del circuito;
9) Usare il timer e la funzione “notte” per ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio;
10) I filtri dell’aria e le ventole devono essere puliti alla prima accensione stagionale e, almeno, ogni due settimane, perché lì si annidano muffe e batteri dannosi per la salute. Se sono deteriorati vanno sostituiti. È importante anche controllare la tenuta del circuito del gas. Scegliere l’operatore di luce e gas adatto alle proprie esigenze.

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Commercio in affanno

L’ondata di calore delle ultime settimane non ha risparmiato nemmeno il commercio italiano. L’allarme arriva da Confesercenti, che qualche giorno fa ha stimato un rischio di mancati introiti per gli addetti al settore di circa 3.4milioni.
Lo stop generalizzato agli acquisti fa il palio con il cambio delle fasce orarie in cui la gente sceglie di fare shopping. Per evitare di uscire nelle ore di punta, gli italiani girano per i negozi nel tardo pomeriggio, generalmente dalle 18 in poi. Una tendenza che, secondo l’associazione di categoria, penalizza le attività commerciali all’aperto tipiche delle ore mattutine, come mercati e mercatini, che in alcuni casi segnalano cali di vendite fino al 30% rispetto allo scorso luglio.

Penalizzate dal caldo le attività commerciali all’aperto tipiche delle ore mattutine, come mercati e mercatini, che in alcuni casi segnalano cali di vendite fino al 30% rispetto allo scorso luglio (Foto da: Pixabay.com)

Ristorazione fagocitata dalle temperature

A essere divorato dal caldo afoso è stato anche il settore della ristorazione, specialmente per quelle attività che, attraverso l’installazione dei dehors, sfruttano lo spazio esterno.
Con le temperature delle scorse settimane, però, non è difficile immaginare come gli avventori abbiano evitato di sedersi ai tavolini esterni, cercando “riparo” all’interno dei locali dotati di aria condizionata. Sedie vuote che, nella logica commerciale, sono sinonimo di mancati incassi.
A ciò si aggiunge un maggior ricorso ai climatizzatori, con annesse spese di energia elettrica per gli esercenti. Nella prima settimana dall’avvento di Caronte, Confesercenti ha stimato che il consumo sarebbe aumentato del 7%, specie nelle città del Centro-Sud.

Confesercenti: «Sfida per il lavoro»

«Questa situazione pone una sfida per le attività economiche ed il lavoro», si legge in un comunicato della Confesercenti. L’associazione di categoria, infatti, ha «già invitato gli associati ad adottare tutti i provvedimenti di prevenzione per ridurre al minimo il rischio espositivo dei dipendenti, a partire da misure che favoriscano la turnazione del personale e la rimodulazione degli orari di attività, per evitare i momenti più caldi della giornata». Confesercenti dice “ok” anche all’eventuale ricorso alla cassa integrazione, ma «solo se strettamente necessario». Le mosse principali restano «turnazioni e orari di lavoro flessibili, in particolare nelle attività del turismo».

Emergenza-clima chiama, IA risponde

Non solo dati, ma anche capacità nel saperli interpretare. Solo così è possibile comprendere meglio il clima e i suoi mutamenti, in maniera tale da elaborare piani più efficaci per poterne prevenire gli effetti. Questo è lo scopo della collaborazione fra Fondazione IFAB, Leithà del Gruppo Unipol e Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. I tre partner hanno unito competenze per sviluppare la piattaforma E3CI – European Extreme Events Climate Index. L’E3CI è un insieme di indici volti a fornire informazioni sulle aree interessate da diversi tipi di pericoli indotti dal clima e sulla gravità di tali eventi e copre tutta l’Europa, riportando i dati degli ultimi 40 anni.
«L’indice è già utilizzato a livello professionale – ha dichiarato Marco Becca, direttore di IFAB – per esempio dal settore assicurativo per meglio comprendere le aree a maggior rischio, ma è accessibile a chiunque, gratuitamente, sul nostro sito online, dove con una semplice interfaccia grafica si possono analizzare le serie storiche dei dati in tutti i paesi europei».

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