Quella anomala chiusura della Villa comunale di Cerignola

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La Villa comunale di Cerignola (foto Miriam Daniela Carrano)

Michele Marino, presidente del Consorzio per lo sviluppo sostenibile valle dell’Ofanto segnala la “anomala chiusura” della Villa comunale di Cerignola senza la pubblicazione della relativa ordinanza

La Villa comunale di Cerignola, unico spazio verde della città, è stata chiusa da un mese senza che il Comune (commissariato da oltre un anno per “infiltrazioni mafiose”), pubblicasse la relativa ordinanza. Così Michele Marino, presidente del Consorzio per lo sviluppo sostenibile valle dell’Ofanto   scrive ad Ambient&Ambienti per segnalare quella che viene definita una situazione “anomala”.

In un clima sociale, avvelenato dall’orrenda pandemia da corona-virus, in cui lo Stato non riesce con regolarità e omogeneità sul territorio nazionale a dare il meglio di sé, in modo costante, passando da una certa semi-assenza (ad es. quella della polizia municipale o di una città che è tuttora priva della raccolta differenziata!) ad eccessi di autoritarismo, risulta che la villa comunale, unico angolo verde per 60.000 abitanti, è chiusa al pubblico dal 7 dicembre scorso, peraltro senza una palese e giustificabile motivazione.

In realtà sembra che una qualche comunicazione sia stata fatta attraverso i “social”, più precisamente facebook, ma ben si guarda l’amministrazione straordinaria dall’obbligo giuridico di pubblicare la prescritta ordinanza, affiggendola ai cancelli delle varie entrate, ove dovrebbe precisare il dies a quo e quello ad quem – dicasi il periodo determinato di chiusura – nel provvedimento con un’adeguata motivazione.

In questa situazione, assurda e paradossale particolarmente per i maggiori fruitori, bambini e vecchietti, succede anche che “dall’alto” del palazzo municipale un ignoto responsabile, che non si perita di stampare e far appiccicare la fantomatica ordinanza, si sveglia bruscamente dal torpore del suo lavoro “smart” per mobilitare la locale Polizia di Stato che, sottratta a ben altri impegnativi compiti d’istituto, come il rispetto della normativa anti-COVID ’19, viene incaricata di allontanare immediatamente e senza alcuna spiegazione civile chi, come il sottoscritto, abbia osato entrare in giardini pubblici, di fatto regolarmente aperti in quel momento (ore 10 circa), ma chiusi per volere della provvisoria, poco amata autorità locale.

Quest’ultima – udite udite! – la gestione straordinaria commissariale, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del mezzogiorno il data 23 c.m., potrebbe addirittura esser “promossa” a pieni voti ed in anticipo rispetto a quanto decretato dal Viminale e da Palazzo Chigi; addirittura tra quattro mesi il Governo potrebbe deliberare, sulla base di quali parametri non è dato sapere, il bando per la fissazione delle elezioni comunali!

Tutto ciò in modo surreale o meglio kafkiano, mentre parte della cittadinanza non esulta affatto o piuttosto si lamenta quotidianamente dell’operato di questo commissariamento, rimpiangendo semmai un’amministrazione “normale” di cui non si profila, ancora, né un candidato autorevole, né un credibile programma di ricostruzione e rilancio nel segno della legalità e della sostenibilità.

Michele Marino – www.consorzioproofanto.it

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