Quanto convengono le auto elettriche?

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L’azienda Walbox, che fornisce sistemi di ricarica, fa il punto della situazione e spiega perché gli italiani sono restii

 

Nonostante le nobili motivazioni che spingono in molti a passare all’elettrico, secondo l’ultima ricerca di mercato condotta da Motus-e ad ottobre 2022 i veicoli elettrici a batteria (BEV) in Italia sono circa 160.000 e le immatricolazioni BEV del mese di ottobre hanno registrato un calo del 48% rispetto al 2021: un dato, questo, che si scontra con l’ascesa dell’elettrico negli altri Paesi europei di riferimento, con la Germania che conta ormai circa 200.000 BEV immatricolate da inizio anno e il Belgio che ha registrato una quota di mercato in netta crescita (+81% rispetto all’anno precedente).

Per facilitare i consumatori italiani, un po’ restii all’elettrico per svariate ragioni, Wallbox, azienda leader nella fornitura di soluzioni di ricarica per veicoli elettrici e di gestione dell’energia in tutto il mondo, cerca di dare risposta alle domande più frequenti quando si parla di veicoli elettrici (VE).

Quanto sono sostenibili le auto elettriche?

La prima questione che interessa il passaggio ad un veicolo elettrico ha a che fare con l’effettiva sostenibilità di questi rispetto alle auto tradizionali. A questo proposito, la decisione stessa di acquistare un VE diventa un fattore chiave con il quale si cerca di ridisegnare un nuovo paradigma per la gestione dell’energia. Quest’ultima dev’essere infatti sempre più sostenibile e il cliente, diventato maggiormente consapevole, ha finalmente la possibilità di optare tra l’alternativa che meglio si adatta alle proprie esigenze e convinzioni. Stessa cosa accade quando ci si trova a dover scegliere un caricatore per la propria automobile. Per rispettare dei criteri di sostenibilità, Wallbox, consiglia di puntare a delle soluzioni che siano in grado, anche nel lungo periodo, di garantire questa condizione. Si tratta quindi di rivolgersi a delle batterie capaci di accumulare l’energia prodotta da pannelli solari o da generatori eolici, che se non consumata immediatamente verrebbe persa.

La ricarica dei VE

Permane poi la questione del mercato delle ricariche per i veicoli elettrici che, secondo l’analisi condotta da Motus-e, fino al mese di settembre 2022, conta 32.776 punti di ricarica in 16.700 infrastrutture di ricarica e 13.225 location accessibili al pubblico. Rispetto al mese di giugno, si osserva così un incremento di +2.072 punti di ricarica, +1.026 Infrastrutture e +815 nuove location, mentre facendo riferimento alle rilevazioni del 2019 si può notare una crescita pari al 208%. Complici gli incentivi di questi ultimi anni o un’attenzione sempre maggiore alle questioni relative ad ambiente e risparmio, si tratta di un trend di crescita che fa ben sperare per il futuro della mobilità sostenibile. Bisogna tenere conto che non tutte le colonnine permettono lo stesso grado di risparmio ed è da tenere a mente che la comodità di avere una Wallbox in casa non è paragonabile alla ricarica del proprio veicolo tramite un dispositivo pubblico, soprattutto quando questo tipo di infrastruttura non è attrezzata ovunque per fornire la ricarica veloce. Ci sono però sul mercato alcuni prodotti ideali per i contesti pubblici, ed eventualmente aziendali, con un grado di efficienza davvero alto e che consentono all’utente un’esperienza di ricarica ottimale e sicura.

Il costo dei veicoli

Il costo è uno dei due principali ostacoli all’adozione massiccia di veicoli elettrici (l’altro è la mancanza di infrastrutture pubbliche). Infatti un VE costa tra il 20 e il 30% in più di un veicolo con motore a combustione interna (ICE). Le due variabili che bisogna valutare in sede di acquisto e che determinano il prezzo di un auto elettrica sono: la potenza e la durata della batteria. Nonostante in alcuni casi e per determinati modelli il prezzo possa alzarsi notevolmente, c’è da tenere in considerazione che l’investimento fatto viene poi ammortizzato dalla poca manutenzione di cui hanno bisogno questo tipo di vetture, soprattutto se comparate a quelle termiche. Inoltre, da un po’ di tempo a questa parte, complici le direttive a livello europeo, sono stati attivati degli incentivi per l’acquisto. Per la precisione, l’ultimo decreto relativo al comparto automotive emanato dal MISE ha aumentato la portata del precedente bonus, portandolo fino al 50% per le auto con emissioni da 0 a 20 grammi per km di CO2 e da 20 a 60 grammi per km. L’aiuto si rivolge esclusivamente agli acquirenti con un reddito Isee inferiore a 30.000 euro e viene concesso ad un solo membro per nucleo familiare.

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