Quanta “terra” c’è nella pizza?

Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

Con un calcolatore tedesco online si può quantificare la superficie coltivabile e il pascolo necessari per produrre ogni ingrediente

 

Ogni cibo che mangiamo viene prodotto in un terreno coltivato o proviene da pascoli, ma si può calcolare quanta superficie serve per realizzare la nostra pietanza preferita?

Questa domanda se l’è posta il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano. Per esempio una pizza: il grano o il farro per l’impasto, le piante di pomodoro e le erbe aromatiche per la salsa, il fieno e i cereali da foraggio per le mucche il cui latte viene trasformato in mozzarella, l’ulivo con le olive per l’olio d’oliva – tutte queste piante vengono dapprima seminate, quindi germogliano, crescono, producono foglie, fiori, frutti e semi, vengono raccolte e lavorate e solo a questo punto giungono sulla nostra tavola sotto forma di pizza Margherita o al salame.

Come si può calcolare l’impronta di CO2 prodotto dagli esseri viventi, dalle aziende e dai veicoli, si può fare la stessa cosa con la superficie coltivata per ogni alimento. Secondo il calcolatore di superficie online “mym2.de” della Zukunftsstiftung Landwirtschaft (Fondazione per il futuro dell’agricoltura) tedesca, con una pizza Margherita si “mangia” una superficie di terreno pari a 1,17 m², per una pizza al salame si passa a 1,63 m², mentre per un panino con hamburger di carne di manzo più patatine il valore è di 2,25 m². Si risparmia superficie optando per un’insalata mista con condimento allo yogurt (0,35 m²) o un tegame di verdure asiatiche con Tofu e riso (0,65 m²). Oltre che per questi e altri piatti standard, il suddetto strumento online può essere utilizzato anche per calcolare l’impiego di superficie necessaria per realizzare i propri piatti preferiti.

«La superficie coltivabile di tutto il nostro pianeta copre circa 1,5 miliardi di ettari – spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti – In termini puramente matematici, ciò significa che ogni persona sulla terra, neonato o anziano che sia, ha a disposizione 2.000 m² di terra coltivabile, che dovrebbero essere sufficienti per nutrire quella persona per un anno intero e fornirle generi di conforto come il caffè». Gran parte di questa superficie è attualmente utilizzata per produrre mangimi concentrati per il bestiame, colture di fibre (cotone, canapa, juta, ecc.) per i tessuti, e agrocarburanti per i veicoli a motore, e quindi non viene  impiegata direttamente per l’alimentazione umana.

Insomma, un calcolo interessante, un simpatico gioco, che apre la strada ad una conoscenza più critica della nostra alimentazione, in rapporto alle risorse del pianeta e a quanto sia necessario imparare a comprendere le dinamiche della sostenibilità per poter rispettare e tutelare l’ambiente.

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