Quando la scienza incontra la storia: dal sarcofago di Isabella d’Aragona una scoperta di grande importanza zoologica

Un esemplare di Hermetia illucens

Una specie di dittero, l’Hermetia illucens – un insetto simile a una mosca o zanzara -, è stato rinvenuto all’interno del sarcofago di Isabella d’Aragona. La scoperta dei ricercatori dell’Università di Pisa, sposta indietro di quattro, cinque secoli la presenza dell’esemplare in Europa – la duchessa di Milano e Bari, infatti, accreditata da alcuni studiosi come la vera Monna Lisa dipinta da Leonardo da Vinci, è morta a Napoli nel 1524 – e apre nuovi scenari sulla reale origine geografica di questa specie.

L’ipotesi più probabile è che il dittero, originario del continente americano – dove è conosciuto come black soldier fly -, sia giunto a noi a bordo dei galeoni spagnoli, nascosto nelle derrate alimentari che arrivavano dal Nuovo Continente appena scoperto da Colombo.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Archaeological Science, è stata possibile grazie alla collaborazione del gruppo di entomologia agraria del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali, composto da Giovanni Benelli, Angelo Canale e Alfio Raspi, con Gino Fornaciari, direttore della Divisione di Paleopatologia del dipartimento di Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in Medicina e Chirurgia.

Busto marmoreo di Isabella d’Aragona (Francesco Laurana, 1490, Kunsthistorisches Museum in Vienna); credit: Vassil/Wikimedia Commons

L’origine della scoperta risale al 1984, quando il professor Fornaciari fece riesumare il corpo di Isabella d’Aragona per studi paleopatologici, che arrivarono a dimostrare che la morte della duchessa fu causata da un’intossicazione da mercurio usato per curare una forma di sifilide. In quell’occasione, vicino al cranio della defunta, furono rinvenuti resti di una larva di dittero. Da ultime analisi, l’insetto risulta appartenere alla specie americana. «Hermetia illucens è da sempre ritenuta originaria del continente americano e non è mai stata rinvenuta in Europa prima degli inizi del ‘900 – spiega Giovanni Benelli – il suo rinvenimento all’interno del sarcofago di Isabella d’Aragona è quindi assai sorprendente, poiché dimostra la presenza di questo insetto in Europa quattro secoli prima di quanto ad oggi conosciuto».

Per spiegare la presenza di questo insetto in Europa prima di quanto ritenuto in precedenza, il gruppo “paleoentomologico” ha formulato alcune ipotesi, tra le quali la più plausibile sembra essere che Hermetia illucens abbia raggiunto l’Europa nascosta nelle derrate alimentari trasportate dai galeoni spagnoli che, di ritorno dall’America, facevano frequenti scali a Napoli, dove la duchessa fu sepolta.

«Non riteniamo possibile una contaminazione tardiva da parte di questa specie – spiega Gino Fornaciari – il sarcofago di Isabella è stato ermeticamente chiuso dalla sua morte fino a oggi, con la sola eccezione di una visita dei ladri alcuni secoli più tardi, quando il suo corpo era già scheletrizzato, quindi non adatto allo sviluppo di Hermetia illucens, che richiede abbondante materiale organico fresco e in decomposizione».

Isabella d’Aragona duchessa di Milano e Bari (1470-1524) è una figura affascinante del Rinascimento italiano: figlia di Ippolita Sforza e di Alfonso II, erede al trono di Napoli, nel 1489 sposò il Duca di Milano, Gian Galeazzo Sforza, e le sue nozze divennero famose per i festeggiamenti spettacolari, con rappresentazioni teatrali, giochi meccanici, fontane di luce e acqua, organizzati al Castello Sforzesco di Milano da Leonardo Da Vinci, che in quegli anni viveva alla corte di Ludovico il Moro. Secondo alcuni storici dell’arte sarebbe stata Isabella la fonte d’ispirazione per la Monna Lisa, come risulterebbe anche da una certa rassomiglianza della nobile con la donna raffigurata nel quadro.

P.S.

Isabella venne a vivere a Bari dopo la morte del marito Gian Galeazzo, in quanto aveva il titolo di duchessa di Bari.  È la madre di Bona Sforza (cui cedette il titolo), vedova di Sigismondo Jagellone re di Polonia; le  spoglie di Bona Sforza sono conservate nel sarcofago dietro l’altare maggiore della cattedrale di Bari.

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