Quando la moda cavalca una moda

Il nuovo logo "green" di Gucci

Anche Gucci si converte alla responsabilità e alla sostenibilità e lo scorso 4 settembre ha presentato un nuovo logo dedicato proprio a questi temi. Il simbolo è quello classico che rende famosa nel mondo la maison fiorentina, ovvero le due G incrociate, se non fosse che la prima è verde, come la parola “responsibility” ai piedi del logo, a testimonianza di quanto essere eco-friendly sia fondamentale per l’azienda.

In effetti, dal 2004 Gucci è impegnata in progetti di responsabilità sociale – ad esempio, sono cospicue le sue donazioni all’Unicef per sostenere donne e bambini dell’Africa Sub-Sahariana – ed ambientale, che tra l’altro ha portato la storica casa fiorentina fondata nel 1921 da Guccio Gucci a ottenere la certificazione ISO 14001, la più nota tra le certificazioni ambientali, che determina i requisiti di un sistema di gestione ambientale. Alla base di questo riconoscimento, le iniziative di Gucci per creare un nuovo packaging, rispettoso dell’ambiente e che utilizzi carta riciclabile al 100%, con l’idea però di ridurre progressivamente il consumo di carta, cercando inoltre di ottimizzare i trasporti, in modo da ridurre le emissioni di CO2. Anche le scarpe si rinnovano, e la maison propone un sandalo biodegradabile; ma l’iniziativa più curiosa riguarda sicuramente uno degli accessori più fashion degli ultimi anni: gli occhiali. L’azienda infatti ha avviato lo scorso anno il packaging riciclabile per gli occhiali e recentemente ha sviluppato un progetto che rende eco-sostenibili le stesse montature, realizzate con un materiale acetato a base di elementi naturali, nonché lenti da sole a base di liquid-wood.

Da aprile 2011 la svedese H&M è presente sul mercato con la collezione "Conscious"

I progetti ammirevoli di Gucci si inseriscono in un momento in cui essere green è all’ordine del giorno: l’opinione pubblica guarda, oggettivamente, con più favore a quei marchi che si impegnano nel sociale e creano linee di prodotti ecosostenibili. un esempio fra tutti è quello del marchio H&M, notissimo per le numerose collaborazioni con star del mondo della musica, del cinema e della moda, che dall’aprile 2011 ha inaugurato ufficialmente – dopo aver esordito nel 2010 con la garden collection – la collezione conscious, realizzata con cotone biologico o poliestere riciclato. Obiettivo del marchio svedese, impegnato tra l’altro per lo sviluppo del Bangladesh a fianco dei lavoratori sottopagati, è quello di utilizzare per i capi solo materiale ecologico, obiettivo che si prevede di raggiungere entro il 2020. La Svezia, del resto, è all’avanguardia in Europa in campo di ecologia e, ormai, nel settore dell’eco-fashion.

Produzioni ecosostenibili a "So critical so fashion" in programma a Milano dal 21 al 23 settembre

Milano, tuttavia, non è da meno, e si dimostra ancora una volta metropoli attentissima alle nuove tendenze: la capitale italiana della moda, infatti, ospiterà dal 21 al 23 settembre (e Ambient&Ambienti seguirà l’evento per voi) la mostra “So critical so fashion“, evento – giunto alla sua terza edizione – dedicato alla moda ecosostenibile.  Sembra quindi che il mondo della moda sia cambiato per sempre, e che non solo ormai sia popolato quasi esclusivamente da attivisti, ma che sia proprio quest’ultimo a trainare l’opinione pubblica: ma sarà vero, o la moda sta semplicemente cavalcando una moda?

 

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