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Quando il tonno ha il sapore della sostenibilità

La nuova campagna stampa Asdomar, che ha per protagoniste le due parole chiave Italianità e Sostenibilità, porta avanti e rinnova il progetto avviato già da tempo da Generale Conserve, l’azienda genovese proprietaria del marchio premium di conserve ittiche. Abbiamo rivolto alcune domande al Responsabile Sostenibilità di Generale Conserve Spa, Fabrizio Porrone.

Su cosa si basa la nuova campagna?

«La nuova campagna intende comunicare al consumatore in modo impattante non solo le elevate qualità organolettiche dei propri prodotti ma anche, e soprattutto, i valori etici in cui l’azienda crede e che persegue quotidianamente già da anni. “Italianità“significa che tutto il tonno è lavorato completamente in Italia, nello stabilimento di Olbia, dove avviene tutto il processo produttivo. Italianità significa soprattutto mantenere tutte le fasi del processo produttivo in Italia, senza cedere alla tentazione di delocalizzare le fasi più artigianali, significa sostenere l’occupazione del Paese attraverso un circolo virtuoso fatto di più posti di lavoro, più potere d’acquisto, ancora più posti di lavoro. “Sostenibilità” significa innanzitutto sostenibilità della pesca in quanto da tempo ci impegnamo per una pesca 100% sostenibile, utilizzando tonni a pinne gialle adulti, superiori ai 20 kg di peso e a circa un metro di lunghezza pescati su banchi liberi con reti a circuizione o tonnetti striati pescati a canna, in mari non sovrasfruttati indicati dalla FAO.  Ma garantiamo anche la  responsabilità sociale e ambientale: per garantire la tutela e il rispetto delle condizioni di lavoro di tutti coloro che operano nel ciclo produttivo e contribuiscono ad esso, l’azienda è certificata SA8000 per la Responsabilità Sociale, uno standard che ha come principio etico il rispetto dei Diritti Umani e dei Diritti dei lavoratori. Inoltre lo stabilimento di Olbia oggi utilizza esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili, vantando la certificazione Renewable Energy Guaranteed.

Cosa è per voi una “pesca sostenibile”?

«Per noi “pesca sostenibile” significa salvaguardia della specie, fare cioè attenzione a quale specie viene pescata e con che metodo, per tutelare la prosecuzione della risorsa, oltre al benessere del mare e a beneficio del pianeta. Il nostro impegno per la pesca sostenibile è anche legato, in quanto realtà produttiva, alla necessità di garantire la sopravvivenza della propria materia prima: non c’è futuro, e profitto se non attraverso la salvaguardia delle sue risorse e dell’ambiente in cui esse vivono e si riproducono. La speranza è che la sua sfida di sostenere una pesca sostenibile sia raccolta anche dai competitor nell’ottica di innescare un meccanismo virtuoso a livello globale. Proprio per questo peschiamo esclusivamente tonno maturo: Tonno a Pinne Gialle  di peso uguale o superiore a 20 kg quindi pescato “on free schools” o “FAD free” e Tonno Skipjack certificato pescato a canna (pole&line), ovviamente anch’esso maturo. Inoltre non utilizziamo specie in pericolo, come il Tonno rosso, in nessuna produzione».

Quale è il vostro impegno per la salvaguardia dei mari?

«Tutti i nostri prodotti sono certificati, da oltre sette anni attraverso Friend of the Sea ,ad oggi l’unico schema di certificazione internazionale per prodotti provenienti sia da attività di pesca sia da acquacoltura. Seguendo le Linee Guida della FAO, Friend of the Sea ha definito criteri di certificazione molto selettivi. Sono certificati Friend of the Sea solo prodotti provenienti da zone di pesca non sovrasfruttate; prodotti la cui materia prima sia stata pescata con metodi selettivi e non impattanti per il fondo del mare. 

 

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