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Qualità dell’aria, Legambiente boccia Napoli e Bari

I capoluoghi meridionali occupano posti poco lusinghieri nella classifica Ecosistema Urbano, ricerca annuale di Legambiente sullo stato di salute ambientale dei principali centri italiani.

Nella classifica delle quindici grandi città, Napoli occupa la tredicesima posizione, superata da Roma, Torino e Milano e seguita solo da Messina, Bari, Palermo e Catania.

Il capoluogo campano ha guadagnato una posizione, rispetto allo scorso anno, per quanto riguarda la qualità dell’aria e la raccolta differenziata. Tuttavia, va male per quanto riguarda il trasporto pubblico, le isole pedonali, gli impianti di depurazione e la dispersione di risorse. Ancora peggiore la situazione del verde pubblico: ogni cittadino dispone di circa 4 metri quadrati. Situazione critica anche per quanto riguarda la capacità di depurazione che, nel 2012, è diminuita fino a fermarsi al 67%. Parallelamente, la dispersione dell’acqua è passata dal 24% al 31%. Bocciata, infine, per quanto riguarda le politiche energetiche sostenibili.

Per quanto riguarda Bari, Legambiente ha dichiarato di non disporre dei dati relativi alla qualità dell’aria. Rammaricato l’assessore comunale all’Ambiente Maria Maugeri. «Bari risulterebbe penalizzata a causa del mancato invio di alcuni dati utili alla redazione del rapporto. Il rammarico è ancora più grande semplicemente considerando il trend positivo degli ultimi dieci anni che ha visto un netto miglioramento della qualità dell’aria e una significativa riduzione del numero di superamenti nel corso dell’anno. I dati sono stati inviati, come ogni anno, a Legambiente in data 3 giugno 2013, dati che peraltro ci erano stati forniti precedentemente da Arpa Puglia su nostra richiesta». Maugeri invita i cittadini a collegarsi al sito Arpa Puglia, dove quotidianamente sono visionabili i rilevamenti sulla qualità dell’aria.

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