Qualità della vita, al Nord si vive meglio che al Sud

Il podio 2023 de Il Sole 24Ore

Diffusa la classifica de Il Sole 24Ore: Foggia all’ultimo posto in Italia. In Puglia è Bari la città più virtuosa per il benessere dei suoi abitanti

 

Podio innevato per la 43esima classifica sulla qualità della vita, stilata anche quest’anno da Il Sole 24Ore. Per la prima volta, la città di Udine occupa la posizione più ambita nella storia della graduatoria che misura il benessere della popolazione italiana, nell’ambito delle 107 province prese in considerazione. Medaglia d’argento per Bologna, la vincitrice dello scorso anno e oggi in testa nella categoria “Demografia, salute e società”. Trento, vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023, si piazza invece al terzo posto. Ottima la performance delle regioni settentrionali che, in questo senso, calpestano il resto dello Stivale, a cui non rimane che raccogliere le briciole.

E il Sud?

Gli indici di vivibilità sorridono al Nord-Italia, mentre i territori del Mezzogiorno sono considerati i più complessi dal punto di vista della vivibilità. Essi, infatti, assieme a molte realtà del Centro-Italia, sono relegati nella seconda metà della graduatoria, con la sola eccezione di Cagliari, che quest’anno si piazza alla 23esima posizione. Un esempio “isolato”. E mai come in questo caso, espressione fu più adeguata. Bari, scivola di tre posizioni rispetto allo scorso anno, attestandosi 69esima.
Perdono terreno diverse aree di Sicilia e Puglia. Tra i territori meno virtuosi figurano, infatti, Agrigento, Palermo, Brindisi e Trapani. Fino ad arrivare a Foggia, ultima classificata; così come accadde già altre due volte: nel 2011 e nel 2002.
Nonostante la permanenza nelle posizioni poco virtuose, il 2023 fa registrare una risalita di altre aree del meridione, come Vibo Velentia, Enna, Catanzaro, Salerno, Potenza e Isernia.
Oltre al capoluogo dauno, tra le ultime cinque arrivano anche Siracusa (104ª, -14 posizioni) e Napoli (105ª, -7 posizioni): la prima paga lo scotto della bassa speranza di vita (nel 2022 registrò un picco di decessi per le ondate di calore estive), delle imprese in fallimento, del gender pay gap e del basso numero di lavoratori domestici regolari; la seconda – nonostante l’”effetto scudetto” sul turismo locale, non rilevato nei dati presi in esame – è provata dalla densità abitativa, dalla criminalità predatoria in ripresa, dagli scarsi dati occupazionali e da un saldo migratorio sfavorevole.

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I fattori dell’indagine

In totale, sono 90 i fattori considerati ai fini dell’indagine. Raggruppati in sei macrocategorie tematiche, composta ognuna da 15 indicatori, restituiscono la panoramica appena descritta. I sei ambiti di indagine sono: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute, giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.
Nel 2019, fu proposto di aumentare il numero degli indicatori, dai 42 che l’hanno composta dal 1990 sino a quel momento agli attuali 90. Questa mossa ha consentito di rilevare, e analizzare, molti più aspetti legati al benessere collettivo.
Inoltre, tutti gli indicatori sono certificati, poiché forniti al Sole 24 Ore da fonti ufficiali, istituzioni e istituti di ricerca. Per stilare la graduatoria 2023, il quotidiano economico italiano si è infatti basato sui dati rinvenienti da Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia, Istat, Inps, Agcom, Siae e Banca d’Italia. Altri sono stati forniti alla redazione da realtà certificate, tra cui Scenari immobiliari, Crif, Cribis, Prometeia, Iqvia, Tagliacarne e Infocamere.

La valutazione

Per ogni singolo indicatore, mille punti vengono attribuiti alla provincia con il valore migliore e zero punti a quella con il peggiore. Il punteggio per le altre province si distribuisce in funzione della distanza rispetto agli estremi (oscillante tra il valore 1000 e quello 0). Poi, per ciascuna delle sei macro-categorie di settore, si individua una graduatoria determinata dal punteggio medio riportato nei 15 indicatori, ciascuno pesato in modo uguale all’altro (1/90). Il resto è tutto basato sulla media aritmetica tra le sei graduatorie di settore.

Uno scorcio di Polignano a Mare
(Fonte: Limitless Secrets)

Focus sulla Puglia

Bari, come già evidenziato, quest’anno ha perso tre posizioni rispetto alla classifica 2022 e si è piazzata al 69esimo posto. La performance migliore registrata nell’area metropolitana attiene agli aspetti climatici (in base a una rilevazione condotta dal sito 3Bmeteo dal 2012 al 2012). In tal senso, il capoluogo di Regione è al secondo posto, con un punteggio pari a 777, ben al di sopra della media nazionale, ferma a quota 593. Il peggio di sé, invece, quest’anno il territorio lo ha dato in ambito imprenditoriale, fermandosi al 106esimo gradino tra le zone appetibili alle imprese straniere, in base a una rilevazione di Infocamere, aggiornata al 30 settembre 2023; il tutto, nonostante un punteggio (3,9) superiore di quattro decimi rispetto alla media nazionale (attestatasi a 3,5). Bari non è prima in nessuna categoria e, dall’inizio delle rilevazioni, non si è mai posizionata su alcun podio.
La BAT, 85esima nella classifica generale (ha perso 2 posizioni nell’ultimo anno), è anch’essa senza alcun risultato da podio nella storia della classifica, negli ultimi dodici mesi si è attestata in prima posizione per la diffusione della banda larga, grazie a un indice di copertura pari a 100 Mbps (dati Agcom, 2022). Un dato che le ha concesso un punteggio pari a 96, contro il 78 di media nazionale in tale ambito. La performance peggiore attiene invece alla sicurezza, in particolare al numero di furti auto. In questo caso, infatti, la provincia tocca un picco di 1.036 contro un punteggio medio nazionale di 149,9 (In base ai dati forniti dal dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, 2022). Come Bari, anche la BAT non è mai risultata ai primi tre posti per nessuna macroarea.
Brindisi, in 100esima posizione nella graduatoria finale (a -8 rispetto all’ultimo anno), è una realtà virtuosa per quanto riguarda i furti con destrezza. Il punteggio singolo è la metà della media nazionale: 14 su 28 (dati Pubblica Sicurezza – Interno/Istat, 2022). Numeri che le consentono di essere seconda in classifica per l’indicatore in questione. Invece è 104esima per quanto concerne la sostenibilità della pubblica illuminazione, a seguito del punteggio relativo pari a 0 su una media nazionale pari a 52 (fonte Istat, 2021). Come prima, nessun ricordo pregresso nel suo medagliere.

Foggia pecora nera della classifica stilata dal Sole 24Ore

Foggia è la pecora nera della regione e, in generale, dell’Italia. Come già scritto, è ultima nella classifica generale, dopo aver perso anche le ultime tre posizioni, che lo scorso anno la decretarono quartultima). L’unico dato positivo è quello concernente l’indicatore dell’imprenditorialità giovanile – ossia under35 -, che le consente di arrivare al 12esimo posto con un punteggio pari a dieci, a fronte dell’otto di media nazionale (fonte Infocamere, dati aggiornati al 30 settembre 2023). L’aspetto peggiore concerne invece l’apertura del Comune, intesa come capacità di essere “smart”, prendendo in considerazione social media, open data, portali cartografici aperti, app municipali. I 16 punti raggranellati in questo ambito, ne fanno una delle zone più arretrate in Italia e 107esima in classifica; dal punto di vista informatico, la media del punteggio nazionale raggiunge quota 52 (dati FCA, 2023). Nella storia dell’indagine de Il Sole, la Daunia non è mai salita sul podio di nessuna macroarea.
Lecce sale di sette posizioni nella classifica generale rispetto al 2022 e, a questo giro, si afferma 71esima. La capitale salentina eccelle per l’energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabili, come eolico, fotovoltaico, geotermico e idrico e, in tal senso, è terza a livello nazionale con un punteggio di 98 contro i 50 di media nazionale. Praticamente il doppio (Elab. Tagliacarne su dati Gse, 2021). Male invece sul fronte dei servizi di centri per il benessere fisico (dall’indagine sono esclusi gli stabilimenti termali), che la relegano alla 102esima posizione con punteggio pari a 0,02, a fronte del riferimento medio di 0,06 (stando a Infocamere e ai suoi dati aggiornati al 30 settembre di quest’anno). Anche Lecce non ha mai conquistato una medaglia in nessuna macroarea.
Taranto è attualmente al 97esimo posto della graduatoria nazionale, dopo aver risalito quattro posizioni negli ultimi dodici mesi. Quinto in classifica per l’indicatore dei furti con destrezza, il capoluogo ionico riscuote 15 punti  contro i 28 di media nazionale (dati Pubblica Sicurezza – Interno/Istat, 2022). Il fenomeno, nella provincia dei due mari è quasi dimezzato rispetto alla sua dimensione globale. Il risvolto della medaglia, però, vede il capoluogo ultimo in classifica per quanto riguarda l’indicatore legato alla presenza di psichiatri e psicologi clinici; in questo caso, il punteggio attribuito è pari a 0,1 contro una media di 0,19 (Iqvia, ottobre 2023). Come le altre realtà pugliesi, anche in questo caso non si è mai registrato alcun primato in qualche macroarea.

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