Quale sarà il futuro del cibo?

Il massiccio sfruttamento dei terreni e l’abuso di pesticidi rischia di impoverire i raccolti, ma grazie a innovazione e tecnologia non dobbiamo rinunciare a nulla

Abuso di pesticidi, spreco di risorse e di acqua, sfruttamento dei terreni, utilizzo di pratiche e attrezzature inquinanti, consumo eccessivo di energia, distruzione dell’ambiente, sono tutti gli errori commessi in passato per produrre e sprecare cibo che hanno provocato oggi i cambiamenti climatici.

Sembra quindi che non ci sia alternativa a un’alimentazione più sostenibile, che prevede il consumo di cibo sano, con ridotte emissioni di carbonio e basso impatto su terreno e risorse idriche. Ma, vista l’attuale situazione, è lecito chiedersi come sarà il cibo del futuro? L’uomo come sopravvivrà domani?

Un sondaggio condotto da Ono Exponential Farming, l’innovativa start-up di Verona focalizzata su soluzioni di agricoltura verticale ad alta tecnologia e orientata al massimo livello di sostenibilità, ha posto questi interrogativi agli italiani.

Partiamo intanto con la consapevolezza della quasi totalità (93%) degli intervistati di dover modificare il modo di nutrirsi. Per il 68% la causa risiede nella scarsità delle risorse del pianeta, mentre per il 25%, è dovuto semplicemente a mode passeggere. Un cambiamento che incuriosisce (50%) ma spaventa anche un po’.

In molti (66%) si dimostrano favorevoli a prendere una nuova direzione alimentare, anche se il 39% non è disposto a rinunciare al piacere della buona cucina, mentre il 27% sposa la causa per garantire un futuro ai propri figli.

Ma cosa ci aspettiamo di mettere nei nostri piatti, una pillola al posto della pasta al pomodoro, come qualche film ci ha fatto credere? Lo pensa solo il 6%, mentre un 30% resta spaventato dalla possibilità di doversi nutrire con cibi sintetici creati in laboratorio.

Una buona fetta di ottimisti (43%) crede invece che un giorno imbandiremo le nostre tavole con alimenti più genuini e nutrienti di quelli di oggi.

A confermare questo approccio di positività anche tutti quelli che vedono in questo cambiamento un’opportunità di maggior tutela dell’ambiente e una riduzione degli sprechi (68%). Il 61% ricollega infatti la scarsità dell’approvvigionamento all’eccessivo sfruttamento delle risorse, mentre il 25% ritiene che in molti seguono un’alimentazione fatta di troppe proteine animali.

Come dimostra Ono Exponential Farming, che porta l’agricoltura 4.0 a un livello superiore, l’alimentazione del futuro sarà sempre più dipendente dalla tecnologia, che per il 79% degli intervistati sarà in grado di ottimizzare le risorse.

ONO EF ha sviluppato la prima piattaforma agrobotica iper-efficiente al mondo di coltivazione intensiva verticale, modulare e scalabile, completamente automatizzata (AI).

Dopo un periodo di studio, dallo scorso aprile la “Farm Zero” non è più solo un sogno di un imprenditore visionario come Thomas Ambrosi, fondatore di ONO EF, ma è una realtà fatta di una riduzione del 70% del consumo energetico, del 95% di risparmio di acqua, di una densità del raccolto triplicata e dell’assenza dell’uomo nelle fasi di crescita.

L’obiettivo della Farm Zero è quello di raggiungere il massimo di produttività per metro cubo di spazio occupato e massimizzazione dei parametri qualitativi delle piante attraverso i tre elementi che caratterizzano ONO nel contesto dell’agricoltura indoor 4.0: gestione innovativa dell’energia trasmessa alle piante, gestione individuale dei nutrimenti per tipologia di pianta, gestione ottimale delle condizioni climatiche.

Un sistema automatizzato, altamente efficiente e sostenibile, che potrebbe rappresentare la soluzione più efficace e più green per domani, oggi.

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