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Pulizia “ecologica”

Ora alla spina non si vende più solo la birra o il vino, ma i detersivi: una filosofia, questa, che sta contagiando la grande distribuzione e le singole persone, che da semplici acquirenti “ecologicamente corretti” si trasformano in venditori, magari riuniti in cooperative o in gestori di punti vendita in franchising.  A Bari dai primi di maggio nel popolare rione Madonnella,  è partito il punto vendita  Ekobolle, marchio commerciale dei detersivi alla spina della ditta Ekocel di Catanzaro. Praticamente sola nel sud (l’altra ditta è la Saponando della provincia di Ragusa), la Ekocel ha anche un marchio commerciale di detersivi imbottigliati, ma un paio di anni fa ha deciso di tentare l’avventura  dei detersivi alla spina,  biodegradabili oltre il 90% e qualitativamente pari alle  migliori marche di detersivo griffate. Il meccanismo per diventare franchisors è semplice: basta acquistare la macchina erogatrice, la bilancia pesatrice e i detersivi, che vengono poi versati nelle taniche nell’interno della macchina erogatrice. Non ci sono spese di royalties.

Anna Porta accanto alla macchina erogatrice dei detersivi

Anna Porta accanto alla macchina erogatrice dei detersivi

Anna Porta (http://www.facebook.com/?ref=home#!/anna.porta?ref=ts)  barese, ha voluto tentare l’esperienza, soprattutto per diffondere la cultura del risparmio. E la cosa originale è che la vendita Anna la fa in casa: quando si dice contener le spese al massimo nella filiera del prodotto.  «Quando ho deciso di lanciarmi in questa iniziativa – dice –  ho contattato via mail le varie ditte produttrici di detersivi alla spina, scoprendo che la maggior parte di queste sono nel Nord Italia. Così ho cercato di limitare al massimo i chilometri percorsi dai camion che riforniscono i negozi, per la filosofia della filiera corta e dei chilometri-zero; e dal momento che non esistono  ditte del genere in Puglia, ho contattato la Ekocel di Catanzaro ».

Le differenze tra un detersivo venduto i flacone e uno alla spina sono tante e la prima è ecologica. La filosofia del detersivo alla spina è quella di risparmiare la produzione e l’eliminazione dei contenitori di plastica. Per acquistare un detersivo alla spina occorre un contenitore qualsiasi che il cliente si porta da casa, oppure le bottiglie da due o quattro litri che vengono fornite dal negozio. Anche le  bottiglie da litro del latte o quelle dell’acqua vanno bene. In questo modo i contenitori non incidono sul quantitativo totale di rifiuti. La  seconda ragione per preferire i detersivi alla spina   è economica.  Alla base del prezzo di qualsiasi prodotto incidono parecchio le spese di imbottigliamento e di pubblicità; nel detersivo alla spina il riutilizzo costante del contenitore ovviamente fa risparmiare la spesa del packaging.

detersivi alla spina

distribuitore di detersivi alla spina

La terza ragione è qualitativa. Molti detersivi prodotti in serie sembrano quasi annacquati, anche quelli all’apparenza concentrati, ma il consumatore se ne accorge solo quando comincia ad usarli. Il prodotto alla spina lo vedi sgorgare dalla macchina erogatrice e ti accorgi immediatamente che è concentrato. Il consiglio è quindi quello di utilizzarli con molta parsimonia, perché alla resa dei conti un litro di ogni detersivo alla spina equivale a due litri di quello normale. Inoltre i prodotti sono biodegradabili oltre il 90%, quindi ecologicamente meno aggressivi per l’ambiente e molti di questi contengono emollienti di origine vegetale, che consentono l’utilizzo anche senza guanti e senza intaccare il ph della pelle.
Il primo impatto tra i baresi all’apertura di un  punto vendita così diverso dal solito è stato duplice. Dopo una prima fase di grande afflusso dovuto alla curiosità per la novità, si   è formata la clientela più fidelizzata ed eterogenea. C’è chi compra perché attratto dal risparmio economico e chi perchè veramente sensibile all’ambiente: e qui c’è la vera sorpresa. «La gente meno abbiente – continua Anna  Porta –  ha uno spirito ecologista molto più spiccato rispetto ai radical chic, molto spesso ecologisti più a parole che nei fatti  e pigri nei comportamenti, tanto da preferire i prodotti imbottigliati acquistati negli ipermercati quando si va a fare la spesa settimanale o mensile, per evitare il fastidio di dover portare con sé il contenitore vuoto da riutilizzare o di dover addirittura andare in un altro quartiere per acquistare il prodotto alla spina. Questa è la dimostrazione lampante che tra il professarsi ecologista e l’esserlo veramente, facendo ogni sforzo possibile per poter lasciare un mondo migliore ai nostri figli e a coloro che verranno dopo di noi, la distanza è veramente abissale».
Far conoscere iniziative simili implica costi di pubblicità notevoli, che purtroppo andrebbero ad incidere sul prezzo finale del prodotto. Per questo il passaparola funziona meglio di ogni altra campagna pubblicitaria; ma forse sarebbe eticamente significativa una certa considerazione da parte della Regione Puglia e dal Comune di Bari, che da anni ormai si stanno impegnando per una politica sulla raccolta differenziata e sull’importanza del riciclo e del riutilizzo dei materiali da rifiuto.

detersivi spesa

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