Puglia, una legge per il germoplasma

In Italia endemismi e biodiversità vegetali sono un patrimonio da preservare e proteggere. Per questo motivo in buona parte delle regioni sono state istituite le Banche del Germoplasma che, attraverso la realizzazione di specifici comparti in cui le specie vegetali considerate di interesse nazionale sono coltivate senza che ci sia rischio di estinzione, mutazione o erosione genetica.

foto Istituto di Genetica Vegetale del CNR Bari

Il germoplasma è il materiale ereditario trasmesso attraverso le cellule germinali che sono in grado di permettere la preservazione diretta della biodiversità, sia genetica che di specie.La preservazione avviene attraverso due meccanismi: nel terreno o in vitro. Nel primo caso il materiale genetico è protetto dalle infezioni causate da batteri, virus e funghi; nel secondo caso la coltura è fatta in locali sterili. “Banca del germoplasma” è quindi sinonimo di banca dei semi e ha il compito di preservare, raccogliere e conservare ex situ i semi di tutte le varietà biologiche in base a criteri di endemicità, rarità e vulnerabilità. La conservazione è fatta essenzialmente a scopo precauzionale.

il dottor Pignone direttore della banca del germoplasma nella camera di conservazione a -20°C

L’Istituto di Genetica Vegetale del Cnr di Bari è considerato la più antica banca del germoplasma in tutta Italia. La sua istituzione è stata una iniziativa di Aldo Moro nel 1970 e, sin dalla nascita, la banca ha raccolto 84 mila specie di piante coltivate e selvatiche. Secondo il rapporto della Fao è considerata tra le prime dieci nel mondo su un totale di 1470 banche. (clicca qui per leggere l’articolo correlato: www.ambienteambienti.com/linchiesta/2010/02/news/salviamo-le-collezioni-di-germoplasma-3825.html)

foto Istituto di Genetica Vegetale del CNR Bari

Premesso tutto ciò, è importante che in Puglia ci sia una legge che tuteli e ricostituisca il patrimonio genetico autoctono in campo agrario, forestale e zootecnico. Tutte prerogative racchiuse in una proposta di disegno di legge approvata nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno, a tutela della diversità biologica indispensabile per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi e i benefici apportati all’ecosistema.

La proposta di disegno di legge ha una dotazione finanziaria annuale di 50 mila euro ed è racchiusa in 16 articoli. I primi due elencano l’oggetto, le finalità e le categorie considerate di interessa agrario, forestale e zootecnico, cioè: generi, varietà, cultivar, ecotipi, forme biologiche, cloni, razze e popolazioni classificate in base all’appartenenza al territorio pugliese, introdotte e scomparse purché abbiano assunto caratteristiche specifiche tali da suscitare interesse a favorire la reintroduzione nelle pratiche agricole, forestali e zootecniche, ai fini della loro tutela e per le quali esista un interesse economico, scientifico e culturale. Il Ddl esclude piante e animali transgenici, cioè ottenuti con tecniche d’ingegneria genetica anche se autoctone.

foto Istituto di Genetica Vegetale del CNR Bari

La Regione approverà specifici programmi di intervento, attuati dall’Agenzia di Sviluppo Agricolo Regionale e sottoposti a controllo e monitoraggio da parte della Direzione dell’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale regionale. Sono previsti l’istituzione del registro volontario regionale delle risorse genetiche autoctone e le modalità di iscrizione delle stesse. L’iscrizione è gratuita ed è a cura dell’Agenzia per lo Sviluppo Agricolo Regionale, previa acquisizione del parere favorevole della competente Commissione tecnico-scientifica; inoltre i prodotti ottenuti utilizzando il materiale iscritto nel registro volontario avranno un apposito contrassegno.

È stato infine previsto una sorta di “Atlante regionale della biodiversità” nel quale saranno raccolte tutte le informazioni relative alle risorse genetiche selvatiche e coltivate conservate rispettivamente in situ ed on farm – cioè in azienda – e di individuare la loro distribuzione sul territorio.

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