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Puglia, poche idee per gli ipogei

Sono dieci i consiglieri regionali della Puglia, di schieramenti politici diversi, ad aver firmato il disegno di legge regionaleValorizzazione e fruizione del patrimonio storico, culturale, archeologico  e architettonico degli ipogei pugliesi” ,un disegno di legge che si propone come obiettivo quello di valorizzare le cavità antropiche. L’attenzione dei consiglieri regionali sul tema delle cavità sotterranee dimostra una sempre più matura consapevolezza sulle potenzialità culturali e turistiche di migliaia di siti ipogei presenti in Puglia. Infatti, la Puglia è una delle regioni con un’ampia distribuzione geografica di cavità antropiche o naturali e riadattate dall’uomo, dal Gargano al Salento, e con diverse tipologie, frantoi ipogei, cantine, chiese rupestri, cave in sotterraneo, cripte, cisterne, granai, insediamenti archeologici, rifugi militari, acquedotti. Quello che sorprende è che la legge propone il censimento di questo patrimonio culturale che è compreso nel censimento del patrimonio speleologico già attivato con Legge Regionale 4 dicembre 2009, n. 33“Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico” . Censimento affidato dalla stessa regione alla Federazione Speleologica Pugliese e consultabile online .

Secondo la proposta depositata i comuni garantiscono la fruibilità degli ipogei attraverso la messa in sicurezza degli ambienti anche in deroga agli strumenti urbanistici e igienico sanitari

Secondo la proposta depositata i comuni garantiscono la fruibilità degli ipogei attraverso la messa in sicurezza degli ambienti anche in deroga agli strumenti urbanistici e igienico sanitari (nella foto, il frantoio ipogeo Caffa a Vernole – Lecce)

Sarebbe stato più utile per i consiglieri regionali impegnarsi nella programmazione POR 2014-2020 per l’attuazione dell’art. 7 della legge regionale 33/2009 “Interventi regionali e relazioni con gli enti locali”. E’ già previsto dalla legge 33/2009, regolarmente in vigore, che la Regione è promotrice di specifici progetti a cura di comuni singoli e associati, province, comunità montane ed enti parco nei quali ricadono gli ipogei censiti. La legge 33/2009 precisa anche la destinazione dei progetti tra cui le iniziative di carattere scientifico divulgativo e educativo; gli studi e le pubblicazioni inerenti alle ricerche geologiche e speleologiche aventi per tema la valorizzazione del territorio; l’attuazione di programmi d’iniziativa pubblica e privata per la sistemazione, tutela e fruizione dei siti; l’individuazione d’itinerari e la redazione di guide, carte e pubblicazioni al fine di valorizzare e mettere in rete gli elementi del patrimonio regionale, anche a fini educativi e turistici nell’ambito dei circuiti nazionali e internazionali; il recupero e il ripristino dei siti degradati di particolare pregio e interesse. La legge 33/2009 si riferisce anche ad altri elementi del territorio quali i geositi e le cavità naturali, ma testualmente comprende già anche le cavità antropiche.

Quello che preoccupa nel testo proposto dai legislatori, è la confusione tra pubblico e privato, senza aver chiarito che un sito, di qualsiasi importanza storica naturalistica, prima di essere fruibile dal pubblico deve essere soggetto a dettagliati studi geologici, geotecnici finalizzati a garantire la staticità degli stessi ambienti e per i quali deve essere attivato un sistema di monitoraggio che certifichi la conservazione nel tempo di tutte quelle caratteristiche che possono influire sulla stabilità dei luoghi.

Secondo la proposta depositata, i comuni garantiscono la fruibilità degli ipogei attraverso la messa in sicurezza degli ambienti anche in deroga agli strumenti urbanistici e igienico sanitari, attesa la natura degli ambienti, nonché la loro valorizzazione. Gli stessi comuni devono anche provvedere a elaborare apposite convenzioni con gli operatori privati proprietari degli ambienti ipogei per la piena fruibilità degli stessi. La proposta lascia al privato gli oneri relativi alle manutenzioni ordinarie e straordinarie e la migliore valorizzazione, prevedendo la defiscalizzazione degli ambienti ipogei.

L'interno della chiesa rupestre di Santa Candida a bari (foto Antonello Fiore)

L’interno della chiesa rupestre di Santa Candida a Bari (foto Antonello Fiore)

Bene, non una ma dieci volte quanti sono i consiglieri firmatari, aver posto l’attenzione sul censimento, recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo della Puglia, ma forse vanno sostenute le iniziative già previste da altre norme e vanno trovati i fondi per eseguire studi complessi che portano a progetti di recupero come sta facendo il Comune di Miggiano nel recupero statico di un vecchio frantoio che diverrà “Museo dell’olio”.

(Foto di copertina: ANTONELLO FIORE)

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