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Puglia, Nicastro su inquinamento ed energie rinnovabili

Lorenzo Nicastro (foto), assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, ha commentato le notizie emerse sull’area sottoposta a sequestro tra i comuni di Tiggiano, Alessano e Tricase (LE).

«L’Arpa Puglia ha ricevuto i dati dei comuni che, tuttavia, non sono utilizzabili ai fini della determinazione di tossicità delle diossine presenti nei campioni e neppure per verificare se, in base ai limiti imposti dalla legge, vi siano o meno dei superamenti».

Arpa Puglia ha dunque chiarito che i dati non permettono una valutazione del rischio di inquinamento, a causa dell’impossibilità di raffrontarli con la norma di riferimento e con le soglie di tossicità universalmente riconosciute dalla comunità scientifica. «Sarà necessario effettuare nuovi campionamenti e nuove analisi, che restituiranno dati espressi con le unità di misura utilizzate dalle norme di riferimento. Solo così si può valutare l’effettiva esistenza di un rischio di contaminazione della falda e di ripercussioni eventuali sulla salute pubblica. All’esito di queste risultanze, qualora ci dovessero essere dei dati critici, faremo, come sempre, tutto quello che è in nostro potere fare per la tutela dei cittadini e dell’ambiente».

L’assessore è poi intervenuto sul tema delle energie rinnovabili e sul presunto stop alle fonti sostenibili voluto dal Governo Regionale. «Il Governo regionale non ha detto stop alle energie rinnovabili, ha solo richiamato gli enti locali, delegati nel 2007 ad autorizzare gli impianti minori, ad una maggiore consapevolezza degli impatti sul territorio degli impianti. La mancanza di regole nazionali nel settore, unita alla corsa agli incentivi statali, ha determinato un tentativo, spesse volte andato a segno, di aggressione al territorio. Senza un richiamo al rigore si rischierebbe di ricoprire la regione di pannelli solari e pale eoliche».

«Finiti gli incentivi, il nuovo business è diventato quello dei ricorsi giurisdizionali amministrativi contro gli enti autorizzativi: si presentano progetti faraonici – prosegue Nicastro – sperando che un giorno di ritardo o un intoppo burocratico permettano di ricorrere alla giustizia amministrativa chiedendo salati indennizzi e altrettanto salate parcelle per i professionisti». Nicastro ha infine rammentato il nuovo piano rifiuti, che ripudia la combustione come fonte di smaltimento: «I tre termovalorizzatori previsti in Puglia sono stati autorizzati dal governo nazionale e finanziati dal governo nazionale con fondi Cip6».

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