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Puglia, Nardoni su emergenza Xylella

«Il rincorrersi di notizie di stampa sull’emergenza Xylella non contribuisce a fare verità su una vicenda delicata che andrebbe gestita con assoluto rigore e serietà. Per questa ragione ritengo opportuno tornare a confermare la mia assoluta fiducia nei confronti degli studi e della linea d’azione assunta con il massimo dell’impegno e della fondatezza scientifica da tutte le strutture coinvolte, a cominciare dai dirigenti regionali e dall’Osservatorio fitosanitario regionale, che da alcuni mesi lavorano incessantemente sul tema. Lavoro che, è opportuno ricordare, ha già prodotto risultati assolutamente non scontati». Lo afferma l’assessore della Regione Puglia alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni (foto).

Il blocco delle attività dei vivai riguarda soltanto le aziende presenti nelle aree infette. Inizialmente, il Comitato permanente europeo aveva previsto di bloccare tutti i vivai della provincia e tutte le varietà di piante presenti nelle aziende in questione. Nardoni evidenzia come questo cambio di rotta «aiuta a tutelare l’olivicoltura pugliese e garantisce le attività di queste aziende che, oggi più che mai, hanno bisogno di informazioni e linee di condotta solide ed efficaci».

Nardoni richiama al buon senso i produttori agricoli che vorrebbero muovere una class-action. «Invito questi produttori dal guardarsi bene dalle possibili strumentalizzazioni in atto, considerato inoltre che come Regione siamo in grado di garantire trasparenza e validità del lavoro svolto anche di fronte alla giurisdizione ordinaria».

«Considero – prosegue Nardoni – la disattenzione del consigliere Mazzei, invece, ben più grave. Visto che lo stesso siede nell’aula del Consiglio regionale e che a lui, così come all’assessore provinciale Pacella competente in materia, non dovrebbero sfuggire atti di indirizzo politico e impegni economici e finanziari che la Regione proprio sulla grave emergenza che ha colpito gli ulivi del Salento, ha assunto allocando ben due milioni di euro nel Bilancio di previsione e sollecitando all’allora ministro De Girolamo altri cinque milioni di euro nel Bilancio dello Stato».

L’assessore sollecita la Provincia di Lecce nell’individuare risorse che servano a dare il giusto ristoro per i mancati redditi che vivaisti e coltivatori hanno dovuto subire.

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