Puglia, marcia indietro sul plastic free: Tar accoglie ricorso

Il Tar Puglia giudica illegittimi i divieti sui prodotti “monouso” in plastica e in particolare su bottiglie in pet e bicchieri che la direttiva UE non abolisce. Cosa succede nel resto d’Italia?

La notizia è di quelle destinate a non passare sotto silenzio. Il TAR della Puglia ha infatti accolto oggi il ricorso cautelare contro la Regione Puglia che ha adottato l’ordinanza plastic free e ha sospeso con effetto immediato il divieto di impiego di contenitori per alimenti, tra cui le bottiglie in PET, bicchieri e altri articoli in plastica monouso. Questo a seguito della decisione della Regione Puglia di vietare su tutte le spiagge pugliesi stoviglie in plastica monouso a favore di piatti, bicchieri  e bottiglie in materiale compostabile e biodegradabile. Quella del Tar Puglia segue di tre settimane l’analoga decisione del Tar Sicilia contro i comuni di Trapani e Santa Flavia (Palermo).

Perché il ricorso

plastic radar
Tra le iniziative da segnalare, Plastic Radar, varata da Greenpeace, permette di segnalare la presenza di rifiuti sulle spiagge e non solo

Il ricorso è stato promosso dalle associazioni dei produttori di acque minerali e di sorgente (MINERACQUA), dei produttori di bevande analcoliche (ASSOBIBE), dei distributori specializzati nella distribuzione Food&Beverage nel canale Horeca (ITALGROB) e della distribuzione automatica (CONFIDA), ed è stato motivato dal limite di competenza legislativa sull’implementazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso, dai riflessi sulla concorrenza e restrizioni al mercato. In pratica si contesta il fatto che in materia hanno legiferato gli Enti Locali (quindi in prima battuta le Regioni, quindi i Comuni) al posto dello Stato. Una assunzione di ruoli illegittima, dal momento che la Direttiva europea non è stata ancora recepita dagli stati membri. Quindi, allo stato attuale, possono esser i privati a decidere se usare o no la plastica usa-e-getta, ma non una disposizione ufficiale da parte di un Ente Locale.

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Soddisfatte del provvedimento le Associazioni ricorrenti che, sottolineano con preoccupazione, se non fosse stato adottato, avrebbe causato gravi danni alle imprese e ai loro occupati in un momento delicato per l’economia. “Le imprese – spiegano le associazioni – sono sempre più sostenibili e investono nell’Economia circolare, in particolare su plastiche riciclabili al 100% che andrebbero incentivate e valorizzate, non demonizzate e bandite a causa dell’inciviltà di chi le disperde nell’ambiente. Riteniamo sia fondamentale sensibilizzare gli esercenti e i consumatori per aumentare la raccolta e la gestione differenziata dei rifiuti”.

Non solo Puglia Plastic free

Tutto questo mente non solo in Puglia ma in tutta Italia si moltiplicano le iniziative per bandire la plastica monouso. Dal 1° agosto, per citarne l’ultima in ordine di tempo, Piazza dei Signori a Padova diventerà la prima piazza plastic free: nei 13 esercizi del posto, tra fast food, bar ecc., niente più piatti e bicchieri usa-e-getta ma piatti in ceramica, bicchieri in vetro e posate in acciaio, oppure prodotti usa-e-getta completamente riciclabili e compostabili, realizzati in PLA (bioplastica, per la cui produzione servono elementi come mais, frumento, barbabietola od altri cereali). In Romagna, sono plastic free Ravenna (che però ha siglato un accordo col gestore di rifiuti puntando sulla moral suasion in accordo con la campagna plastic free lanciata dal Ministero dell’Ambiente) e Rimini. In Puglia, capofila del movimento plastic free sono Otranto e Gallipoli. E per avere il quadro completo della situazione, basta collegarsi su Facebook al gruppo Spiagge plastic free.

E tra le aziende spicca la scelta di LIDL Italia, catena di supermercati, che mette al bando le stoviglie monouso di plastica sostituendole con alternative “green” biodegradabili e compostabili. Un’azione concreta dal grande impatto ambientale che anticipa di due anni il recepimento della direttiva europea sul tema: LIDL calcola così di togliere dal mercato circa 450 milioni di unità tra piatti, bicchieri e posate in plastica che corrispondono a quasi 2.000 tonnellate annue.

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 Regione Puglia: le reazioni

La Regione Puglia aveva adottato la normativa plastic free per le spiagge dallo scorso marzo

L’Assessorato all’Ambiente della Regione Puglia non contesta la decisione del Tar Puglia. «Le decisioni della magistratura non si commentano, si applicano e si fanno applicare, almeno fin quando l’intero corso della giustizia non sarà completato», dice l’assessore al ramo Gianni Stea, che però auspica spiagge pugliesi plastic free e rivolge un appello a tutti i gestori degli stabilimenti balneari e a tutti gli utenti degli stessi, «che già al tempo – ricorda –  avevano accolto con grande entusiasmo questa decisione della Regione Puglia, affinché si utilizzino da subito e il più possibile posate e stoviglie di materiale compostabile al posto di quelle di plastica che rappresentano un vero e proprio veleno per l’ambiente e l’ecosistema marino.

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Critici i consiglieri del Movimento 5 Stelle sulla vicenda. «Una trovata pubblicitaria su un tema che invece merita la massima serietà. La Puglia può e deve essere la prima regione italiana plastic free, ma per farlo servono iniziative serie e campagne di sensibilizzazione, non un’ordinanza spot, bocciata, come prevedibile dal Tar». E i pentastellati ricordano che da mesi avevano presentato una mozione per rendere le sedi di Regione e Consiglio plastic free. Intanto è ai nastri di partenza il tour #iosonoplasticfree (a cura sempre dei 5 Stelle) per ripulire mari e fiumi e incontrare i cittadini.

E ora?

Le associazioni coinvolte che hanno vinto il ricorso presso il Tar Puglia non escludono di avviare analoghi ricorsi nei confronti delle amministrazioni che hanno adottato provvedimenti “plastic free” che nei contenuti contrastano con la Direttiva Europea sul monouso in plastica che, si ricorda, non prevede alcun divieto di immissione sul mercato di bottiglie in PET e bicchieri in plastica. Un precedente c’è già: il Tar Puglia ha sospeso l’ordinanza del Comune di Andria che vietava stoviglie in plastica negli esercizi pubblici.

 

 

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