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Puglia, gestire in maniera sostenibile la risorsa idrica

Bisogna pensare ad una gestione virtuosa della risorsa acqua in Puglia. Il monito proviene da Elvira Tarsitano (foto), presidente dell’associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi: «I fabbisogni idrici complessivi del territorio pugliese sono nettamente maggiori non solo delle disponibilità interne (costruite dai prelievi della falda carsica profonda e dai corsi d’acqua che intersecano o lambiscono alcune province pugliesi), ma anche di quelle extra regionali che giungono in Puglia attraverso gli acquedotti».

La situazione attuale, prosegue Tarsitano, richiede dei provvedimenti. In particolare, andrebbe rivista la gestione dell’acqua destinata all’agricoltura. La scarsità di acqua nelle falde e le frequenti siccità impongono stili meno idro-esigenti e più propensi al contenimento dei consumi. Questo è ciò che già avviene in contesti climatici più complessi, come quello israeliano.

In questo senso, il riuso delle acque reflue in agricoltura (opportunamente depurate) riduce il deficit delle risorse idriche, con altri vantaggi per l’ambiente. Infatti, si riduce il prelievo dalle falde (ed il conseguente rischio idrogeologico per il territorio) e la quantità di rifiuti scaricati in mare. Un governo regionale attento alla conservazione del territorio – conclude Tarsitno – deve concentrarsi su un nuovo approccio integrato alla risorsa idrica, che ne privilegi il riutilizzo.

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