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Puglia, depurati!

I biologici marini di Goletta Verde durante i campionamenti in Puglia

Il Report di Legambiente sui livelli di depurazione delle acque pugliesi parla chiaro: su trenta campionamenti effettuati dai biologi marini di Goletta Verde, (l’imbarcazione di Legambiente che ogni estate, da 27 anni, si occupa di inquinamento marino etc.), diciassette sono risultati fuorilegge!  Ma che cosa è accaduto alle acque pugliesi?

Alcune delle principali risposte le troviamo nei dati che ha raccolto per noi l’associazione ambientalista, anche grazie al prezioso supporto della famosissima imbarcazione e delle segnalazioni dei cittadini, molto attenti e sensibili alla tematica. Tant’è che delle cento segnalazioni fatte a “SOS Goletta Verde”, quaranta provengono dalla Puglia!

I biologi marini di Legambiente hanno monitorato trenta punti (specie foci di fiumi, canali e acque in prossimità dei depuratori) lungo tutti gli 865km di costa pugliese, rilevando una carica batterica elevatissima, ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge e diciassette siti sono risultati fuorilegge, di cui ben quattordici giudicati addirittura “fortemente inquinati”. Ciò a causa di scarichi non adeguatamente depurati dove sono state trovate tracce di escherichia coli ed altri enterococchi, passibili di mettere seriamente a rischio la salute umana.

Tabella dei siti fortemente inquinati

Ad esempio, in provincia di Bari, nessuno dei prelievi effettuati ha dato esito positivo, ivi compreso quello effettuato alla foce di scarico del depuratore di Monopoli Nord. Stessa situazione in provincia di Brindisi, dove sono risultati inquinati e fortemente inquinati alcuni siti della marina di Ostuni, Carovigno e addirittura dell’Oasi Naturale di Torre Guaceto. Situazione più incoraggiante in provincia di Foggia, dove è risultata “fuorilegge” solo la foce del Torrente Calendaro nel comune di Manfredonia. Per la BAT, invece, la situazione è risultata meno felice, visto che Barletta e Trani sono risultate fuori norma con elevati livelli di criticità. Quanto alla provincia di Taranto, su sette prelievi, solo due sono risultati fortemente oltre i limiti. Tuttavia la stessa Taranto è risultata nella norma, almeno quanto a depurazione delle foci degli scarichi e ciò rincuora parecchio, data la situazione incresciosa di una città già tanto deturpata. Nel Salento, in fine, la situazione è risultata proporzionata, con punte di inquinamento a Corsano, Gallipoli e Leuca, bilanciate dalla pulizia di Otranto, San Cataldo e Porto Cesareo.

Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente sul punto ha osservato come una tale situazione dipenda principalmente dalla forte crisi in cui versa il settore della depurazione in Puglia, posto che gli impianti di depurazione sono risultati, spesso e volentieri, fuori norma o addirittura assenti. Afferma Ciafani, infatti, che “sulla depurazione si gioca una sfida importantissima non solo per questa regione, ma per l’intero Paese. Alla mancanza cronica di impianti di depurazione, soprattutto da parte dei comuni dell’entroterra, si aggiunge anche il carico inquinante dei reflui non adeguatamente trattati dagli impianti in attività”.

Infatti, secondo i dati forniti dal Servizio di tutela delle acque della Regione, il servizio di depurazione pugliese, attualmente, copre il 77% del fabbisogno totale. Vale a dire che poco meno di un milione di cittadini pugliesi scarica i propri reflui senza che questi vengano depurati. Inoltre, sono 187 i depuratori presenti in Puglia, di cui 13 gli impianti che scaricano in falda col rischio di inquinamento delle acque (per dirne una, i limiti sui reflui in uscita per il depuratore di Bari Ovest sono fuori norma) e 10 sottoposti addirittura a procedimento penale. A ciò devono anche aggiungersi molti casi di scarichi di abusivi.

E a conferma della grave situazione di criticità riportata, la Camera, lo scorso giugno, ha approvato la proroga dell’emergenza ambientale legata alla depurazione, fino a fine 2013. Lo stesso Presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini ha sollecitato la Regione Puglia ed i sindaci ad ovviare alle condizioni ormai obsolete in cui versa il sistema pugliese di depurazione esistente e a gestire meglio il carico di reflui che vi arriva, soprattutto d’estate. Senza trascurare, poi, l’allarmante situazione che si crea nelle stagioni in cui aumentano le piogge.

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