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Puglia: approvato il DdL VIA

Il Consiglio Regionale ha approvato, con 35 voti favorevoli, 24 contrari e un astenuto, le norme che modificano e integrano la Legge Regionale n. 11/2001 “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”.

L’iter che ha portato ad introdurre modifiche e integrazioni parte dal presupposto che la Puglia è prima in Italia per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) e terza nella produzione di energia proveniente da biomasse. Un primato che le ha consentito di aggiudicarsi il Premio Solare Europeo 2010. Dalla Puglia proviene, infatti, circa il 20 % dell’energia fotovoltaica nazionale pari a 310 megawatt.

la sede unica del Consiglio regionale

Già dal 2007 la regione si è dotata del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) che, pur non rilevando limiti vincolanti alla produzione di energie da fonti alternative, detta i valori-obiettivo delle stesse: 4.000 MW da eolico e 200 MW da fotovoltaico.

Dai dati diffusi dall’Assessorato all’Ambiente risultano già in produzione 250 MW da fotovoltaico e 2.500 MW da eolico con richieste, in questo ambito, per oltre 20.000 MW: valori che superano di molto gli obiettivi stabiliti dal PEAR e che hanno reso necessario il ricorso ad un aggiornamento del disciplinare per orientare le nuove installazioni di fotovoltaico sul territorio già edificato e cioè tetti di abitazioni private, coperture di capannoni anche in disuso e serre a destinazione agricola. La Regione ha così limitato l’occupazione dei suoli preferendo gli impianti off-shore a quelli on-shore, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di energia pulita come il solare termico, la geotermia e le celle ad idrogeno.

impianto eolico off-shore

impianto eolico off-shore

Archiviate le restrizioni per l’installazione dei pannelli fotovoltaici di piccole dimensioni, adesso con la nuova normativa non sarà più obbligatorio richiedere la verifica per l’assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (VIA) per gli impianti che producono fino a 1 MW, o a 0,5 se si tratta di impianti che sorgono in aree particolari. Ecco quali sono: le aree con vincoli paesaggistici per progetti ricadenti anche parzialmente in aree naturali protette e siti di Rete Natura 2000, beni paesaggistici previsti dall’art. 134 e individuati ai sensi degli articoli 138 e 141; le aree indicate dall’articolo 142 e gli immobili e le aree tipizzate, individuati e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli 143 e 156 del “Codice dei beni culturali e del paesaggio” in particolare le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica; le ville, i giardini e i parchi, le aree costiere; ambiti territoriali estesi previsti dal Piano Urbanistico Tematico Territoriale del Paesaggio (PUTT/P) approvato con delibera di GR n. 1748 del 2000 e per le zone agricole che gli strumenti urbanistici vigenti qualificano come “di particolar pregio” e cioè nelle quali sono espressamente inibiti tutti gli interventi di trasformazione non direttamente connessi all’attività agricola (uliveti con piante secolari).

Se, invece, l’impianto dovrà sorgere su aree industriali anche dismesse e tetti di capannoni, la richiesta di VIA è esclusa per impianti con potenza fino a 3 MW.

Le legge ha una retroattività di 180 giorni, cioè queste norme si applicano alle procedure in corso relative alle istanze presentate entro i 180 giorni precedenti l’entrata in vigore della legge. Restano in vigore le disposizioni precedenti per le procedure relative alle istanze presentate in epoca anteriore e comunque per le procedure per le quali sia stata convocata la conferenza di servizi.

Impianto fotovoltaico in un'azienda zootecnica 246,52 kWp del tipo integrato

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