«I gravi ritardi della Regione hanno provocato la perdita di risorse finanziarie che non hanno dato benefici agli agricoltori». La denuncia arriva dal Consiglio dei Delegati del Consorzio di Bonifica Ugento e li Foggi, che con una delibera rinvia al governatore Vendola l’onere di individuare le responsabilità politiche regionali che hanno provocato la perdita. In particolare il dito è puntato contro il «grave ritardo nella emissione dei nuovi piani di contribuenza».
«Vendola deve sapere che nel 2005 noi incassavamo sette milioni all’anno, in sei anni significa 42 milioni. – ha dichiarato in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe Palese, presidente del Consorzio di Bonifica -. La regione bloccò tutto e ha sostituito le mancate entrate con un contributo di meno di sei milioni». Precisa poi Anna Chiumeo, direttore generale dell’Unione Regionale delle Bonifiche della Puglia: «Se non fossero stati sospesi i ruoli Ugento, Arneo e Stornara avrebbero chiuso i bilanci in pareggio come sempre hanno fatto».
Intanto rassicurazioni e un’ottica di massima apertura sono riscontrabili nella parole dell’assesore regionale alle risorse agroalimentari, Dario Stefàno: «Il governo regionale prima di ogni altro ha a cuore gli interessi degli agricoltori e soprattutto non intende su di essi scaricare le inefficienze del passato». Aggiunge poi l’assessore: «Sulle modalità di soluzione del (debito, ndr) pregresso […] c’è tutta la disponibilità a ragionare anche con le opposizioni, sapendo però qual è la capacità finanziaria dell’attuale bilancio regionale, quali sono i limiti delle manovre finanziare e delle leggi di stabilità di Tremonti e quali sono le criticità che accompagnerebbero la scelta di spalmare quel debito pregresso sulla fiscalità generale».


