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Protocollo trasporti: un nuovo modello di mobilità nelle regioni alpine

«E’ stata una vittoria dell’intelligenza e del progresso, da oggi parleremo un linguaggio più europeo. Mi auguro che questo sia solo l’inizio e che nel prossimo futuro verranno intrapresi altri percorsi comuni con i nostri partner della UE». Il presidente del Club Alpino Italiano, Umberto Martini, esprime così la propria soddisfazione per la conclusione della procedura di ratifica del Protocollo trasporti, contenuto nella Convenzione Internazionale delle Alpi, avvenuta ieri alla Camera con larghissima maggioranza. Il protocollo, ora giuridicamente vincolante sul territorio italiano, favorisce il trasferimento del trasporto di merci dalla strada alla ferrovia, puntando così alla realizzazione di un sistema di reti di trasporto a livello transazionale per migliorare la mobilità nelle Alpi, con benefici in campo economico e ambientale. Si pone così fine, spiega il Segretario Generale della Convenzione delle Alpi Marco Onida, alla «anacronistica opposizione proveniente da alcune lobby dell’autotrasporto», a tutto vantaggio di un modello di mobilità integrata, che rende l’Italia (e in particolare le regioni alpine) sempre più competitiva con le altre realtà europee.

 

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