Protezione Civile contro il Governo: “il Sostegni bis ci toglie risorse”

Incrinata la storica sinergia tra l’INGV e la Protezione Civile. Un emendamento all’articolo 9 del decreto toglie ogni anno 15 milioni al dipartimento per la prevenzione dei rischi e per il sostegno del volontariato

 

Dura posizione del Dipartimento della Protezione Civile contro il Governo che si appresta ad approvare in via definitiva e rendere quanto prima operativo il decreto cosiddetto “Sostegni bis”. In un comunicato ufficiale il Dipartimento sostiene che nell’articolo 9 del decreto è stata inserita una norma che preleva ogni anno 15 milioni di euro dal fondo della Protezione Civile, da cui vengono attinte risorse per la previsione e prevenzione dei rischi e il sostegno del volontariato.

Con questo emendamento si va ad incrinare “lo stretto rapporto di sinergia tra l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e il Servizio nazionale della protezione civile, svincolando le attività dell’Istituto dalla convenzione che storicamente ne regola i rapporti con il Dipartimento della Protezione Civile e introducendo un elemento di forte disparità all’interno di un sistema complesso costituito da tanti enti e istituti scientifici. Per continuare a garantire l’efficienza, il Dipartimento è già a lavoro per cercare una soluzione che ponga rimedio a questo elemento di squilibrio, nel rispetto dei ruoli di ciascuno e con l’unico obiettivo di assicurare un servizio adeguato al Paese.”.

Antonello Fiore, geologo

Sulla vicenda abbiamo sentito Antonello Fiore, presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale, che ha commentato così la notizia: «La presa di posizione del Dipartimento di Protezione Civile è pienamente condivisibile poiché sottrae somme importanti per la gestione di attività operative e di ricerca che la stessa porta avanti con grande impegno da molti anni. Un trasferimento di risorse forzato e senza una serena e seria condivisione che è stato anche apertamene criticato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della conversione in Legge del Decreto (https://www.quirinale.it/elementi/59259). Il Presidente Mattarella ha sottolineato “Il testo che mi è stato trasmesso contiene 393 commi aggiuntivi, rispetto ai 479 originari. Tra le modifiche introdotte ve ne sono alcune che – alla luce del disposto costituzionale e della ricordata giurisprudenza costituzionale – sollevano perplessità in quanto perseguono finalità di sostegno non riconducibili all’esigenza di contrastare l’epidemia e fronteggiare l’emergenza, pur intesa in senso ampio, ovvero appaiono del tutto estranee, per finalità e materia, all’oggetto del provvedimento. Tra queste ultime vanno, ad esempio, annoverate: l’art. 9, comma 1-quater, in tema di autonomia scientifica dell’lNGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) nelle attività svolte in coordinamento con il Dipartimento della protezione civile”. Il Paese ha bisogno di nuove risorse economiche per la previsione e la prevenzione dei rischi naturali (sismico, geo-idrologico, vulcanico, climatico) e non il trasferimento da un istituto di ricerca a un altro. Aver trasferito fondi “notte tempo” non è utile per mitigare gli effetti dei pericoli naturali nell’interesse della collettività, per il nostro benessere e per la tutela della vita».

L’emendamento e il comunicato della Protezione Civile hanno appiccato, è il caso di dirlo, un fuoco che Carlo Doglioni, presidente dell’INGV, ha cercato di spegnere, ma in maniera poco convincente. Doglioni spiega che l’INGV, che monitora i fenomeni sismici e vulcanici in Italia, è parte del sistema nazionale di protezione civile, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile. «Con la Legge n. 73/2021 – afferma Doglioni – viene semplificato il finanziamento per le attività istituzionali che vengono attribuite all’INGV direttamente senza passare per il Dipartimento di Protezione Civile. 115 milioni di euro attribuiti dalla norma sono meno di quello che I’INGV spende annualmente (circa 18 milioni all’anno) e sono poco più di quanto il Dipartimento di Protezione Civile trasferisce ogni anno all’istituto. Il finanziamento diretto dell’INGV da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri è volto ad eliminare un passaggio contabile intermedio, nell’ottica della semplificazione amministrativa senza sottrarre risorse alle attività svolte dal DPC e senza minare l’equilibrio nei rispettivi ruoli, anzi rafforzandolo. Inoltre, si sancisce la necessaria separazione di ruoli tra ricerca scientifica e gestione delle attività  emergenziali. L’INGV continuerà a garantire la piena collaborazione con la Protezione Civile Nazionale aumentando e possibilmente migliorando le proprie  attività».

Insomma, “spostare” 15 milioni all’anno dalla Protezione Civile è evidentemente un “madornale errore”, viste le innumerevoli attività quotidiane gestite, tra Covid, monitoraggi e soccorsi. Ma possiamo considerarlo un “errore”? Si può “correggere”? Qui prodest?

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