Prosciutto crudo, i NAS sequestrano 20 tonnellate di cosce di suino

La scoperta dei Carabinieri di Parma. Prima di venderla per produrre prosciutto, la carne, di provenienza estera, veniva scongelata sul pavimento tra la sporcizia, in uno stabilimento in provincia di Modena

 

Sono state sequestrate e avviate alla distruzione 20,5 tonnellate di cosce suine congelate in pessimo stato di conservazione. L’operazione dei Carabinieri NAS di Parma è avvenuta in uno stabilimento di lavorazione e sezionamento di carni suine in provincia di Modena.

I militari hanno accertato che l’azienda acquistava la carne dall’estero, cosce suine fresche di provenienza europea, e la trattava per venderla alle aziende che producono prosciutto crudo da vendere nei supermercati. Per accelerare il processo di scongelamento, la carne, riposta in dei cassoni, veniva riversata sul pavimento dell’azienda nel totale disprezzo delle norme basilari igieniche e sanitarie e della salubrità degli alimenti. Sul pavimento è stata ovviamente riscontrata sporcizia di ogni tipo, tracce di ruggine, sangue animale e residui del lavaggio di attrezzature da officina.

Inevitabile la denuncia per il titolare dell’azienda, accusato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e la segnalazione all’Autorità Sanitaria per ulteriori violazioni amministrative accertate pari ad un importo di 3.000 euro. i NAS stanno ora eseguendo ulteriori accertamenti per individuare eventuali irregolarità di carattere amministrativo, sull’origine e le finalità di destinazione dei prodotti sequestrati, il cui valore commerciale ammonta ad oltre 150 mila euro.

Visto l’enorme consumo e la qualità elevata dei prodotti italiani, i consumatori sono sempre molto attenti sul consumo di prosciutti, salami e insaccati. Si tende sempre ad acquistare alimenti DOP o IGP per essere sicuri che le carni siano controllate e certificate. In questo caso, le cosce non rientrano nella filiera DOP, ma questo non vuol dire che non debbano rispondere a determinati requisiti e normative. Tutti gli alimenti sono rigorosamente controllati e certificati per il consumo umano. Nei supermercati i requisiti sono spesso anche più restringenti. Quasi sicuramente si è trattato di un caso isolato, proprio perché la filiera è monitorata costantemente e situazioni di questo tipo sono casi limite. Ma questo non deve far abbassare la guardia, sia a consumatori, sia alle forze dell’ordine e alle ASL, perché il settore è regolamentato da determinate normative stringenti che lasciamo poco spazio agli illeciti che, quando ci sono, vengono subito scoperti e sanzionati.

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