Proposte, provocazioni e chiarimenti: la (doppia) tappa barlettana del Jova beach party fa sempre più “rumore”

L'energia del Jova beach party

Non si fermano le discussioni sul Jova Beach Party. E, ovviamente, anche l’appuntamento di Barletta, sul lungomare Mennea, non è esente da polemiche. Tra riflessioni, proposte e chiarimenti, ecco un quadro della situazione, tra favorevoli e contrari.

Più si avvicina e più fa rumore. In attesa della musica, a risuonare in terra pugliese sono soprattutto le parole, tra accuse e repliche. il Jova beach party continua a far discutere. E in particolare la doppia tappa di Barletta – prevista nelle giornate del 30 e 31 luglio – sta provocando una discussione fitta, tra dubbi e proposte.

A tornare alla carica sono i geologi, che già nei giorni scorsi avevano mostrato più di una perplessità sul luogo scelto per i live (Leggi: Jova Beach party, anche a Barletta musica, divertimento e polemiche). E ora la Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale), attraverso il presidente nazionale Antonello Fiore, lancia una proposta che ha anche il sapore della provocazione: “Sarebbe bellissimo che il concerto fosse organizzato nel rione Tamburi di Taranto per far comprendere ai tanti come la qualità dell’ambiente è sinonimo di qualità della vita e benessere individuale e collettivo“.

Una proposta che arriva dopo aver ribadito che “la spiaggia scelta per il concerto di Jovanotti, a Barletta, ha un grande valore in termini di biodiversità. Si potrebbe rischiare il danno ambientale. Il sistema spiaggia-duna rappresenta un sistema efficace per contrastare gli impatti delle forti mareggiate conseguenti ai cambiamenti climatici in atto. Le dune costiere costituiscono ambienti molto dinamici e vitali collocati tra i domini marino e continentale, queste sono di estremo valore geomorfologico, ecologico e paesaggistico”.

La critica

Spiaggia Barletta, il confronto nel “collage” dei geologi

L’istanza delle associazioni, supportate da documentazione fotografica, parte dal dato di fatto che il sistema spiaggia-duna rappresenta un sistema efficace per contrastare gli impatti delle forti mareggiate conseguenti ai cambiamenti climatici in atto.

E proprio lungo la spiaggia individuata per lo svolgimento del concerto “Jova Beach Party 2022” a Barletta sono in atto processi di ricolonizzazione di specie vegetali alofite che stanno favorendo il ripristino delle dune, che si ritenevano ormai scomparse dal litorale barlettano. Sono piccole dune, di altezza massima 1,5 metri, ma se la tendenza alla rinaturalizzazione permane le dune sono destinate a crescere con tutti gli effetti benefici che ne conseguono in termini di contrasto all’erosione costiera e in genere agli effetti dei cambiamenti climatici e a favorire la biodiversità vegetale e animale, infatti in questa area si segnala la frequentazione e riproduzione della specie Fratino (Charadrius alexandrinus).

Le segnalazioni

Sollecitazioni che sono arrivate anche al Ministero della Transizione Ecologica, che ha poi scritto alle Regioni interessate dai concerti (e quindi anche alla Puglia). Il Mite è infatti intervenuto “in riferimento alle diverse segnalazioni pervenute sul tema in oggetto riguardanti i  possibili impatti ambientali connessi allo svolgimento della varie tappe del Jova Beach Party 2022,  nonché delle ulteriori iniziative che interessano gli arenili sabbiosi delle coste italiane”.

Le segnalazioni – scrive il Ministero nella nota indirizzata ai Dipartimenti regionali – fanno riferimento al livellamento di zone dunali e delle spiagge con mezzi  meccanici, alla compromissione della fasce retrodunale, alla eradicazione della vegetazione  psammofila, alla realizzazione di aree di parcheggio o sosta per lo svolgimento degli eventi,  all’abbandono di rifiuti, nonché, prioritariamente, al disturbo in fase di nidificazione e alla possibile distruzione di nidi di specie tutelate quale ad esempio il Fratino (Charadrius  alexandrinus) e la tartaruga Caretta caretta.  Al riguardo – proseguono dal Mite – , come è noto, si ricorda che la gestione e conservazione della specie è affidata al  livello regionale e la Legge 157/92  vieta di disturbare,  danneggiare, distruggere, prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli.

La replica del WWF

A essere chiamati in causa, tra i vari partner dell’iniziativa, c’è anche il WWF. Ma l’associazione ha predisposto un vero e proprio memorandum attraverso il quale “smontare” le accuse e replicare alle invettive sulla scelta di aderire al mega evento con un ruolo da protagonista. Quanto alla tappa barlettana, attraverso il delegato regionale Nicolò Carnimeo, il WWF spiega che “l’area del concerto è abitualmente utilizzata in estate per eventi che richiamano migliaia di persone. Tuttavia, essendo stata segnalata, anche se occasionalmente, la presenza del fratino, il WWF ha chiesto e ottenuto una puntuale attività di verifica della presenza di eventuali nidi prima dell’allestimento. Nel caso saranno riscontrati, dovranno essere messe in campo tutte le idonee misure di mitigazione previste (delimitazione e sorveglianza area di tutela)”.

Un momento del Jova Beach party

Assieme a questa precisazione, il WWF rimarca i cambiamenti rispetto all’edizione 2019 del tour del Jova beach party. “Sono state innanzi tutto ridotte le spiagge interessate dall’evento e sono state evitate tutte le localizzazioni con vincoli ambientali di area protetta o di Rete Natura 2000. Rispetto all’edizione 2019 ci saranno standard di sostenibilità più elevati durante il suo intero ciclo di vita, cioè dal momento in cui l’evento è ideato e durante tutte le fasi della sua realizzazione, fino alla sua conclusione. Uno dei principali fattori considerati riguarda la produzione di rifiuti e fare in modo che la loro raccolta si inserisca nel paradigma dell’economia circolare, in cui tutto viene rimesso in circolo, per ridurre gli sprechi, il consumo di materie prime ed eliminare la dispersione in natura. Rispetto al 2019, c’è un miglioramento degli obiettivi sia di raccolta differenziata – a livello qualitativo e quantitativo – sia di riciclo, c’è una attenzione ai materiali utilizzati e un impiego ancora più significativo della materia prima secondaria post consumo per progetto di importanza sociale”.

Mega eventi in ambienti naturali: sì o no?

Ma cosa pensa il WWF: i grandi eventi in ambienti naturali sono opportuni? “I grandi eventi hanno sempre impatti che vanno valutati con attenzione, in qualunque contesto, e più che mai ovviamente in contesti naturali. Per quanto riguarda le aree prese in analisi per il JBP, purtroppo dobbiamo considerare che si tratta di aree antropizzate da molti anni, con tratti di naturalità ma oggetto di concessioni e di intensa fruizione, alcune addirittura risultano intensamente degradate per l’abbandono di rifiuti ed è proprio l’evento che consente importanti azioni di bonifica”.
Poi, però, una ulteriore precisazione: “Le aree naturali protette, siano essi parchi nazionali o regionali, riserve, siti d’interesse comunitario, zone di protezione speciale o zone speciali di conservazione, sono tutte state tassativamente escluse. In tutte le tappe abbiamo chiesto e ottenuto che venisse fatta una valutazione tecnica preventiva, secondo il modello dello screening previsto dalle Valutazioni di Incidenza Ambientale, per avere tutte le garanzie che l’evento non produca effetti indesiderati anche indiretti, in particolare su specie, habitat e aree protette. Laddove la prossimità ad aree tutelate lo richiedeva o consigliava, abbiamo chiesto che si procedesse anche con una Valutazione di Incidenza Ambientale sottoposta a parere formale, preventivo e vincolante della Regione competente”.

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