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Progetto Iceberg UAE. Tra possibile e impossibile

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Dagli Emirati Arabi arriva l’eco: importare un iceberg dell’Antartide. Punti di vista di un’operazione clamorosa

«La visione è la capacità di vedere l’invisibile. Se si riesce a vedere l’invisibile, è possibile ottenere l’impossibile». C’è qualcosa di questa citazione attribuita allo scrittore-motivatore Shiv Khera nel progetto che sta prendendo corpo nei ricchi Emirati Arabi Uniti. Il progetto Iceberg UAE.
Che sia una totale follia o una lucida visione che sfugge ad ogni apparente pragmatismo non lo giudichiamo noi.

Ci limiteremo solo a raccontarlo e a provare a capire di più di un’impresa che nella storia umana ed ambientale non ha precedenti.
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Iceberg UAE

Nelle due parole è racchiuso il senso di quello che si vuol realizzare.
Un ossimoro, due rette parallele, il glaciale iceberg e l’afoso desertico Stato mediorientale. Inconciliabili, come il sole e la luna.
Non per la National Advisor Bureau (NAB), una società di Abu Dhabi che ha deciso letteralmente di spostare, trainare per 8 mila chilometri una montagna di ghiaccio, sradicandola dalle coste dell’Antartide e portandola fino a Fujairah, uno dei sette emirati, l’unico che si affaccia sul golfo di Oman e quindi sull’Oceano Indiano. Durata stimata del “viaggio”: 1 anno circa.

Un iceberg negli Emirati. Perché sì
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Sulaiman Al Shehi

Dietro questa fantascientifica esperienza c’è un risvolto sociale, economico ed ambientale non indifferente: riprendendo il discorso di Sulaiman Al Shehi – uno dei principali esponenti del NAB – l’arrivo dell’iceberg garantirebbe acqua potabile a circa un milione di persone per 5 anni, non male per le grandi zone aride degli Emirati.
C’è di più. Lo spostamento smuoverebbe anche il clima a quelle latitudini, poiché «si creerebbe un vortice d’aria umida su tutta la regione», con conseguenti piogge; un vantaggio anche per l’ecosistema marittimo e la biodiversità, contrastando gli scarichi di salamoia in mare causati dagli impianti di dissalazione delle acque.
Ultimo, ma non meno importante, Iceberg UAE diventerebbe un’impresa mai vista prima d’ora, con ovvi risvolti turistici (ghiaccio nel deserto!) ed economici.

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Un iceberg negli Emirati. Perché no

L’idea di portar via un enorme blocco di ghiaccio dal suo ambiente non è del tutto nuova: sono circa 40 anni che si valuta la possibilità, ma i dubbi che porta in seno hanno fatto cadere qualsiasi velleità di intraprendere tale grandiosa operazione.
icebergSebbene il riscaldamento globale stia già giocando un ruolo principe nello scioglimento dei ghiacciai, portar via un iceberg di certo non gioverebbe all’Antartide.
Grossi enigmi sono – lecitamente – sorti anche sulla questione trasporto; viaggiare un anno verso zone progressivamente più calde ridurrebbe drasticamente la superficie di ghiaccio.
Le simulazioni su computer hanno dimostrato il contrario, ma secondo gli esperti i dubbi restano.

Operazione in perdita?

E passiamo al capitolo costi. I petroldollari hanno più volte mostrato al mondo che si può fare tutto, ma davvero tutto – probabilmente anche trainare un monte ghiacciato per 8 mila chilometri – ma l’assenza totale di dettagli in tal senso apre più di una perplessità sulle elevatissime spese che Iceberg UAE comporti. “La spesa vale (davvero) l’impresa?”.
Secondo il NAB la storia verrà scritta il prossimo anno. Non resta che aspettare e capire se Iceberg UAE diventerà storia o rimarrà solo una chimera.

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