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Progetto Etico, i primi frutti del sughero riciclato

Hanno aderito per prime alla campagna di raccolta e riciclo dei tappi in sughero promossa da Amorim Cork Italia e per prime stanno già raccogliendo i frutti del loro impegno. Sono le associazioni distribuite sul territorio di Veneto, Lombardia e Friuli che hanno già completato le prime tranche di raccolta di tappi in sughero. Il raccolto è stato venduto da Amorim alle aziende specializzate nella bioedilizia; le associazioni hanno ottenuto in cambio 1000 euro per ogni tonnellata da destinare ai loro progetti benefici (di cui 600 euro provenienti dalla vendita e 400 euro come donazione da parte di Amorim).

Ecco che con le sue 15 tonnellate raccolte l’associazione milanese A braccia aperte ha potuto contribuire alla realizzazione del Parco della Vita, un nuovo parco pubblico di 160mila mq situato a Cesano Boscone. La trevigiana Fondazione Oltre il Labirinto, anche grazie alle sue 10 tonnellate, ha potuto aprire quest’estate il Villaggio Godega S. Urbano, una struttura dedicata ai malati di autismo che permette esperienze di avviamento al lavoro  e attività educative. Libera Piemonte (7 tonnellate) ha potuto consegnare Cascina Graziella, un vecchio casolare nella campagna di Moncalvo d’Asti confiscato alla mafia, ad una comunità di accompagnamento e recupero di donne in difficoltà. L’associazione veronese Le.Viss (3 t) ha potuto contribuire all’assistenza alle famiglie e ai malati di leucemia così come la friulana Via di Natale (2,5 t) che da 35 anni assiste malati in trattamento al centro di Riferimento Oncologico di Aviano.

Ma il circuito virtuoso di ecosostenibilità e solidarietà innescato da Amorim non si è fermato dentro i confini nazionali. L’associazione padovana A.P.A.A.U. ha deciso di destinare i fondi ottenuti dalla loro raccolta dei tappi alla realtà missionaria di Aboke, in Uganda, dove dal 1969 opera il comboniano Padre Alberto. Dato l’alto numero di poliomielitici si è deciso di destinare i primi fondi alla realizzazione di tricicli (foto) utilizzabili dai malati e costruiti con materiali di recupero dai giovani artigiani locali, a loro volta beneficiari del progetto. Ma le necessità sono molte, da quelle scolastiche a quelle sanitarie: con la progressione del progetto sarà possibile contribuire allo sviluppo dell’intera comunità.

Carlos Santos, a.d. Amorim Cork Italia: «Abbiamo investito molte energie oltre a molti fondi solo perché crediamo davvero che anche grazie ad iniziative come questa si contribuisca a promuovere tra le persone una forte sensibilità nei confronti della tutela dell’ambiente, della logica del riciclo e della sostenibilità ambientale e sociale, principi che sono alla base della nostra filosofia aziendale e di tutta la nostra attività nel sughero».

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