Prodotti Bio: la parola alla nutrizionista

Prodotti bio o convenzionali: quale nutre meglio? Lo abbiamo domandato alla biologa nutrizionista dott.ssa Roberta Roberto

Grande competizione in questi ultimi tempi tra prodotti bio e prodotti naturali. Entrambi provengono dalla terra, entrambi vengono curati dagli agricoltori affinché possano rendere essere economicamente redditizi, ma la differenza più evidente tra i prodotti bio e quelli convenzionali è la qualità e la quantità. Se i prodotti convenzionali puntano sulla quantità, i prodotti bio puntano sulla qualità. Ma è proprio così? Sono entrambi nutrienti? Allo stesso modo?

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Doveroso a questo punto sentire il parere della dott.ssa Roberta Roberto, biologa nutrizionista e membro dell’ILMA, Italian Lifestyle Medical Association.

Qual è la differenza nutrizionale tra i prodotti bio e quelli convenzionali?

«Il discorso non è questo. Semmai dobbiamo chiarire la differenza tra un’agricoltura che spinge le piante a produrre prodotti sempre più grandi e più veloci nella crescita ed invece un’agricoltura che segue i tempi naturali. Le piante non producono frutti per l’alimentazione umana, ma producono frutti per riprodursi. È l’uomo che ha modificato questa produzione a suo favore per avere dei frutti che potesse mangiare. Se una pianta viene spinta a produrre frutti molto grandi ed in tempi brevi, produrrà frutti poverissimi di nutrienti, a differenza di una pianta il cui tempo di produzione naturale viene rispettato».

La questione non sono i valori nutrizionali dei prodotti ma la loro produzione

Dott.ssa Roberta ROBERTO – biologa nutrizionista , membro dello ILMA, Italian Lifestyle Medical Association

«Il nostro organismo  – continua la dott.ssa Roberto – si è evoluto in un ambiente ostile, quello preistorico, dove doveva difendersi dalle intemperie e dagli animali, doveva correre e cacciare per mangiare. L’evoluzione è molto più lenta rispetto alle modificazioni che l’uomo invece attua nel proprio ambiente. Il nostro organismo è ancora calibrato sull’ambiente preistorico, ma anche la Natura si è organizzata per difendersi dall’uomo. Le piante hanno sviluppato dei sistemi per ridurre questo attacco da parte dell’uomo. Il nostro sistema immunitario è tarato su questa difesa. Ma se questa risposta ora è minore perché le piante sono state modificate dall’uomo, il nostro organismo, invece, si difende ancora come se fosse nella preistoria. In questo modo, il nostro corpo danneggia se stesso».

Quali sono le conseguenze di questa eccessiva difesa?

«Il risultato è tutta una serie di patologie legate all’infiammazione di base, fra cui rientrano anche le allergie e le intolleranze».

Il sistema produttivo fa la differenza

Ma il prodotto biologico e quello convenzionale sono la stessa cosa?

«No. Dipende. Il convenzionale è molto più spinto rispetto al bio, punta soprattutto sulla quantità. Chi fa bio, cerca la ciclicità, la stagionalità, perché il nostro organismo, essendo in simbiosi con l’ambiente, ha bisogno di determinate sostanze in determinati periodi. Così la Natura produce frutti per soddisfare queste necessità, al momento giusto. Non rispettare queste ciclicità porta ad una perdita di vantaggi per il nostro organismo».

Quindi il bio punta sulla qualità?

«Dipende. Lo stesso frutto prodotto con il sistema biologico e con quello convenzionale sono qualitativamente uguali. Ciò che varia è il procedimento e l’uso di prodotti chimici o naturali per la produzione. Il consumatore non deve scegliere un prodotto perfetto e più grande possibile, ma deve prendere frutta e verdura di dimensioni normali, meglio, naturali. Nel bio, è vero, c’è un po’ più di attenzione».

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In conclusione, i prodotti biologici hanno un minore impatto sull’ambiente rispettando la sostenibilità, ma costano di più, mentre le produzioni convenzionali sono intensive, costano meno e non rispettano l’ambiente. In entrambi i casi la qualità è ottima e non viene compromessa durante la produzione; ciò che cambia è la quantità, le dimensioni e le sostanze nutritive contenute nei prodotti. Ciò che fa la differenza sono soprattutto i processi produttivi. A voi, dunque la scelta.

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