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Processo ILVA: Davide contro Golia

La popolazione tarantina ha partecipato in massa all'attesa della prima udienza del Processo ILVA

Quella del 17 febbraio scorso è una pietra miliare per il “Processo ILVA” perché, i quattro periti del pool incaricato dal Gip Patrizia Todisco hanno depositato le cinquecento pagine della perizia effettuata sull’ILVA di Taranto. Il rapporto che racchiude il lavoro di un anno mette sotto accusa il gigante dell’acciaio per le emissioni incontrollate di fumi e polveri che da decenni avviluppano la città dei due mari e i suoi dintorni. I documenti saranno ora valutati dal Giudice delle indagini preliminari. A essere indagati sono Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa sino al 19 maggio 2010, Nicola Riva presidente dell’Ilva dal 20 maggio 2010, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento Ilva di Taranto, Ivan Di Maggio, dirigente capo area del reparto Cokerie, Angelo Cavallo, capo area del reparto Agglomerato. Le accuse sono disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico.

Le indagini sono partite circa tre anni fa, in seguito al ritrovamento di tracce in eccesso di diossina e Pcb (policlorobifenili) nei formaggi provenienti da allevamenti di pecore, in seguito ad accertamenti anche nei terreni circostanti l’area industriale tarantina, motivo per cui centinaia di capi di bestiame furono sequestrati, uccisi e bruciati.

Ambient&Ambienti pubblica un comunicato, raccolto da Alessandro Marescotti di Peacelink, della famiglia Fornaro di Statte, in provincia di Taranto, allevatori, il cui bestiame è stato abbattuto perché contaminato dalla diossina.

“Il 17 febbraio per noi è stata una data importate. Sono anni che non possiamo lavorare e finalmente ci viene data una risposta. Se non altro vediamo avvicinarsi il momento in cui si saprà chi ha inquinato e perché. Ancora non riusciamo ad allontanare dalle nostre menti il ricordo di quanto avvenuto il 10 e l’11 dicembre del 2008, quando i nostri animali sono stati caricati sui camion della morte, destinati all’abbattimento e all’incenerimento come rifiuti altamente tossici, perché contaminati da diossina. Quel giorno il cielo sembrava coperto da uno strato di piombo, lo stesso che pesava sui nostri cuori e che da allora non ci ha più abbandonato. Negli anni successivi altri animali in altre aziende sono stati uccisi e intere attività produttive sul nostro territorio sono state azzerate.

Ieri i periti hanno confermato all’autorità giudiziaria che esiste un’elevata correlazione tra il profilo della diossina emessa dall’Ilva e quella riscontrata sui nostri terreni, così  come nelle carni degli animali hanno trovato diossine, a quanto ritengono, prodotte  dall’Ilva, rispondendo con precisione alle contestazioni avanzate dai legali e dai periti dell’acciaieria e confermando in toto le conclusioni cui pervengono nella loro perizia.

Siamo pienamente soddisfatti dell’udienza del 17 e, seppur consapevoli di lottare contro “Golia”, siamo certi che il lavoro puntuale dei procuratori Franco Sebastio, Pietro Argentino e Mariano Bucoliero e del Giudice Per le Indagini Preliminari Patrizia Todisco,  porteranno inevitabilmente ad un risultato di verità e giustizia per noi e per la nostra città.

Ringraziamo anche la cittadinanza che con la sua presenza ha dimostrato quel grande desiderio di verità e giustizia che anima tutti noi.

Siamo “certi” che a questo sentimento partecipano i nostri rappresentanti che, per mandato ricevuto dai cittadini, tutelano la salute pubblica e amministrano il bene comune.

Molti allevatori sono stati costretti a uccidere le proprie pecore, perché contaminate dalla diossina, con grossi danni per l'azienda

Oggi c’è un bel sole su Taranto e il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno a chi come noi sta vivendo il dramma di chi è stato danneggiato subendo soprusi che non possiamo più permettere, ci riferiamo ai bambini malati, alle persone che hanno perso i familiari e ai lavoratori che ogni giorno sfidano condizioni difficili dentro e fuori la fabbrica.

Ora attendiamo con ansia le prossime date fissate per il primo di Marzo, giorno in cui verrà consegnata la perizia epidemiologica e per il 30 di Marzo quando la stessa verrà discussa, consapevoli che anche in questa circostanza non saremo soli”.

All’incidente probatorio del 17 febbraio scorso era presente anche l’ingegner Aldolfo Buffo, rappresentante della Direzione per la qualità, l’ambiente e la sicurezza dell’Ilva,  secondo cui i livelli delle emissioni dell’Ilva sono tutti nei limiti di legge e dice di aspettare il confronto con la perizia dei propri consulenti prima di esprimere giudizi definitivi. L’impari lotta tra Davide e Golia è appena iniziata ma il piccolo Davide ha con se una fionda.

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