Input your search keywords and press Enter.

Processo Goodyear: da che parte sta il Guardasigilli?

Paola Severino

“Proprio il guardasigilli giusto per i sonni tranquilli di B.” titolava “il Fatto Quotidiano” riferendosi a Paola Severino ministro della Giustizia del neonato governo Monti.

Ha difeso proprio tutti, hanno scritto Giampiero Calapà e Rita Di Giovacchino sul magazine telematico: l’Eni, l’Enel, la Telecom, la Sparkle, la Total, la Rai e il legale della Fininvest Giovanni Acampora, per dirne alcuni. La Goodyear, aggiungiamo noi.

Laureata in giurisprudenza alla Sapienza, insegna diritto penale e amministrativo ed è Vice-Rettore alla LUISS “Guido Carli” di Roma, università della Confindustria. Perfetta per ricoprire la carica di ministro della Giustizia. Ma il nodo da sciogliere è proprio questo: può il ministro della Giustizia, avvocato penalista tra i più famosi, esercitare la difesa nelle aule dei Tribunali, soprattutto se gli imputati sono grandi gruppi della stessa Confindustria?

L’avvocato Paola Severino, assiste come difensore di fiducia gli amministratori della Goodyear (clicca qui per visionare l’avviso di rinvio a giudizio) – già condannati penalmente in primo grado in altro procedimento dallo stesso Tribunale di Latina -, accusati di omicidio colposo per la morte di ventuno lavoratori e lesioni colpose aggravate nei confronti di altri venti operai della multinazionale della gomma, causate dall’amianto e altre sostanze cancerogene utilizzate nella lavorazione degli pneumatici nello stabilimento di Cisterna, vicino Latina. L’udienza preliminare, riguardo alla richiesta del PM di rinvio a giudizio depositata il 22 giugno 2010, si celebra il 20 dicembre prossimo presso il Tribunale di Latina.

«Certo non depone bene che un Ministro della Giustizia scenda in campo contro le vittime dell’amianto e in difesa degli imputati – scrive l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore di parte civile -, e quindi si sollecita l’intervento del Capo dello Stato, affinché non ci sia commistione e non si permetta ai responsabili della morte di tanti lavoratori di farla franca».

Un momento del processo Good Year

Legali di parte civile e associazioni delle vittime e dei lavoratori sono stati unanimi nel chiedere al capo dello Stato di garantire i diritti dei lavoratori. Lettere sono state scritte direttamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Mario Monti perché mettano di fronte alle proprie responsabilità la Good Year, che ha abbandonato l’Italia con decine di lavoratori morti o in gravi condizioni di salute e i familiari delle vittime che ancora attendono i risarcimenti disposti dal Tribunale di Latina nel primo processo.

Ambient&Ambienti pubblica la lettera della signora Valeria Nocioni (clicca qui per leggere il testo originale), orfana di papà Sergio: assunto alla Good Year nel ’70 e dimesso nel ’78 è poi deceduto nel 2008 a causa di una leucemia linfatica cronica.

La signora Nocioni scrive all’onorevole Paola Severino, quale difensore degli amministratori della Good Year, e per doverosa conoscenza a Napolitano e Monti, chiedendole, anche in nome dell’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto, se non sia il caso che il ministro della Giustizia valuti la possibilità di rinunciare alla difesa e si faccia, invece, anche lei garante delle decine di vittime e dei loro familiari.

Ma apprendiamo, intanto, da fonti non ufficiali che il ministro Severino avrebbe rinunciato al mandato come avvocato.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *