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Processo Eternit: attesa per la sentenza

I parenti delle vittime dell'amianto chiedono giustizia al Processo Eternit

C’è grande attesa per la sentenza del processo di primo grado contro i massimi esponenti della multinazionale ETERNIT, accusati di disastro colposo e di omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. Il verdetto sarà emesso tra poche ore dai giudici della Procura di Torino. Grande affluenza in aula di parenti delle vittime, di ex lavoratori e di associazioni.

All’esterno del Palazzo di Giustizia, l’Associazione Voci della Memoria di Casale Monferrato manifesta per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’emergenza amianto.

Alla dimostrazione pubblica partecipa anche dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’avvocato Ezio Bonanni, difensore di parti offese in questo processo e presidente  nazionale dell’ONA, inoltre, ha fissato, alle ore 16.00 una conferenza stampa presso lo Studio della dott.ssa Paola Fra, in Via Montemagno n° 36, a Torino, alla quale sarà presente anche il dott. Pitotto, medico del lavoro dell’Associazione ONA. Dalle 16.30 sarà ricevuto il pubblico.

Gli interessati, possono contattare lo studio di Latina dell’avvocato Bonanni al n° 0773/663593, oppure possono inviare un sms al numero 335-8304686.

Il processo ETERNIT è iniziato il 6 aprile 2009 in seguito alla maxi inchiesta sui casi di morte da amianto tra gli ex lavoratori di quattro filiali italiane dell’Eternit, in particolare della sede di casale Monferrato (TO). Sono circa 3000 le vittime, 1800 solo a Casale, città simbolo, ormai, della lotta all’amianto. La più grande causa mai celebrata dal tribunale di Torino, vede alla sbarra i due unici indagati dell’inchiesta condotta dal Procuratore aggiunto Raffaele Guariniello. Accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici, sono il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 62 anni, e il barone belga Jan Luis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, di 88.

Raffaele Guariniello

La decisione dei giudici torinesi in merito alla questione amianto, è attesa anche per gli aspetti legali relativi alle morti sul lavoro e al risarcimento delle vittime.

Le associazioni, da Voci della Memoria all’ONA a Medicina Democratica, manifestano per mettere al bando l’estrazione e la lavorazione dell’amianto in tutto il mondo, per esprimere solidarietà a quanti, operai, familiari e cittadini colpiti da patologie asbesto correlate, hanno lavorato nelle fabbriche dove si produceva eternit oppure perché vivevano nelle loro vicinanze e perché del “Fondo per le vittime dell’amianto”  ne possano usufruire tutte le vittime, come le mogli che lavavano le tute da lavoro, o chi ha lavorato all’estero e ha contratto la patologia dopo essere rientrato in Italia.

L’amianto è da considerarsi, ormai, un’emergenza nazionale. Secondo una stima di Medicina Democratica (www.medicinademocratica.orgrenatozanoli@libero.it – cell. 3384054068), nel nostro Paese ci sono circa 1milione di lavoratori esposti e 32milioni di tonnellate di amianto, di cui 8milioni negli ambienti di lavoro: quasi 500 kg  a testa. In Italia e nel mondo muore una persona ogni cinque minuti e undicimila nuovi casi di mesotelioma sono attesi nei prossimi dieci anni ma il picco è ancora lontano.

Si sollecita, quindi, un intervento delle istituzioni in difesa del diritto alla salute.

 

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