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Prima sentenza al processo amianto alla Fibronit di Broni

Condannati dal Tribunale Penale di Voghera – la sentenza è stata emessa questo pomeriggio – alla pena di quattro anni di reclusione Claudio Dal Pozzo, 74 anni, romano e Giovanni Boccini, 74 anni, di Alessandria. Per i due manager, imputati nel processo Fibronit di Broni, che avevano chiesto il rito abbreviato, i PM Francesco De Socio, Giovanni Benelli e Valentina Grosso avevano chiesto sette anni di prigione. Gli altri dirigenti della fabbrica che ha lavorato l’amianto dal 1932 al 1994, Dino Stringa, Lorenzo Mo, Maurizio Modena, Teodoro Manara, Michele Cardinale, Guglielma Capello, Domenico Salvino e Alvaro Galvani, saranno giudicati nel processo dibattimentale iniziato il 23 maggio scorso.

Il capo di imputazione per tutti è disastro colposo e omicidio colposo plurimo per le morti – sono circa un migliaio le vittime stimate – e le patologie asbesto correlate, tenuto conto delle rispettive funzioni e delle cariche ricoperte nell’ambito delle società Cementifera Italiana Fibronit S.p.A., Finanziaria Fibronit S.p.A., Fibronit S.r.l., Cementifera Fibronit S.p.A., nel periodo compreso tra  il 30 aprile 1969 e il 24 aprile 1993, ricollegate alla lavorazione dell’amianto per la produzione di manufatti in cemento-amianto nello stabilimento di Via Circonvallazione a Broni.

Tutti sono accusati anche, è scritto nell’avviso di garanzia, di aver “omesso di adottare gli accorgimenti e i presidi organizzativi strutturali e igienici imposti dalla normativa di prevenzione specifica e comunque consentiti dalla tecnica disponibile del periodo, necessari per contenere l’esposizione all’amianto”, “con l’aggravante di aver agito nonostante la previsione dell’evento”.

Secondo l’accusa, l’esposizione continuata all’amianto di una pluralità di soggetti ha causato un disastro ambientale poiché l’amianto è stato immesso in ambienti di lavoro e in tutti gli ambienti di vita, mettendo in pericolo la vita e l’integrità fisica sia di un numero indeterminato di lavoratori, sia della popolazione residente, sia di persone che hanno lavorato nel comune di Broni; causando, di conseguenza, decessi e patologie asbesto-correlate (mesotelioma pleurico e peritoneale, tumore polmonare, asbestosi o patologie non di origine tumorale) di un elevato numero di lavoratori e di cittadini.

Le sentenza non soddisfa il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto avvocato Ezio Bonanni che assiste numerose parti offese, il quale non può non esprimere stupore per la blanda condanna emessa dal tribunale Tribunale di Voghera.

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