Prima pista ciclabile solare d’Italia in Sardegna: Villasimius come Amsterdam

Villasimius come Amsterdam. Il comune nel sud della Sardegna sarà infatti il primo in Italia a dotarsi di una pista ciclabile solare.

Pista ciclabile solare in Sardegna: un percorso che unirà il centro storico e il porto turistico. Con un risparmio per il pubblico e il privato.

Tra Amsterdam e Villasimius ci sono 2mila km. Ma la distanza tra la capitale olandese e la perla turistica del sud della Sardegna è ridotta, almeno simbolicamente. Villasimius, infatti, si appresta a diventare il primo comune italiano a realizzare una pista ciclabile solare. Proprio nel solco di quanto già realizzato da Amsterdam: la prima pista ciclabile con pannelli solari incorporati al mondo, chiamata SolaRoad, è stata inaugurata nella Venezia del Nord nel 2014, con l’obiettivo futuro di estendere questa idea anche a tratti di strada attraversati da automobili e altri veicoli.

Il progetto della pista ciclabile solare

Solaroad e pista ciclabile solare anche a Villasimius
Solaroad e pista ciclabile solare anche a Villasimius

Villasimius prova a emulare una delle realtà più apprezzate per la mobilità ciclabile nel mondo. Lo fa con un progetto nell’ambito del programma Stratus (Strategie ambientali per un turismo sostenibile), che sarà finanziato in parte con fondi comunitari e in parte attraverso una campagna di equity crowdfunding dal basso coinvolgendo cittadini, aziende e altri soggetti interessati.

È uno dei comuni più conosciuti della Sardegna meridionale in quanto, grazie alle sue numerose località turistiche, porta un flusso consistente di turisti nel periodo primaverile ed estivo. Ed è proprio sul percorso individuato tra il centro cittadino e il porto turistico che verranno installati i pannelli.

Pedalare e produrre energia

Il progetto prevede la realizzazione di un’innovativa pista ciclo-pedonale rivestita di pannelli fotovoltaici, sormontati da una lastra di vetro antiscivolo e perfettamente integrati in una struttura in acciaio sollevata e ancorata a terra, in grado di produrre energia che andrà a soddisfare il fabbisogno energetico dei soggetti situati in prossimità del tracciato.

Con un duplice vantaggio tra pubblico e privato: da un lato si ridurrà l’inquinamento promuovendo la mobilità sostenibile, dall’altro si ridurranno i costi energetici dei privati. E, come hanno spiegato i vertici  dell’Area Marina Protetta Capo Carbonara, “una pista ciclabile solare può produrre energia sufficiente per soddisfare le esigenze di una struttura alberghiera di medie e grandi dimensioni”.

Pista ciclabile solare: i partner e gli interventi

Il prospetto della pista di Villasimius
Il prospetto della pista di Villasimius

L’idea nasce nell’ambito del progetto STRATUS (Strategie ambientali per un turismo sostenibile), co-finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020 al fine di sviluppare strategie in un’ottica di sostenibilità della località, in questo caso il Comune di Villasimius, ente gestore dell’Area Marina Protetta “Capo Carbonara” e del SIC ITB040020.

LEGGI ANCHE: Incentivi per bici e mobilità sostenibile: a Bari sarà un 2019 a due ruote

Si prevede la realizzazione di non meno di 500 KWp per almeno 1 km di pista (per circa 2 mt di larghezza), con una produzione stimata di 600.000 KWh annui. La pista non dovrà avere interferenze con la mobilità pesante avendo una capacità di carico di circa 500 Kg/m2.

L’intervento include l’implementazione di un sistema di supervisione e controllo, necessario per ottimizzare e monitorare le prestazioni dell’impianto e per comunicare alla cittadinanza in tempo reale i risultati conseguiti in termini di energia prodotta/consumata/ co2 risparmiata.
La realizzazione di una pista ciclabile fotovoltaica – spiegano i promotori – è funzionale alla copertura parziale del fabbisogno di energia elettrica di soggetti energivori con l’utilizzo di fonti rinnovabili.

I vantaggi della pista ciclabile

La produzione di energia attraverso le piste ciclabili contribuirà a ridurre i costi per la loro realizzazione attirando l’interesse dei soggetti operanti nell’ambito delle FER.

I vantaggi per il territorio sono poi quelli del raggiungimento degli obietti del PAES (il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), la?riduzione delle emissioni di CO2, l’incremento della mobilità sostenibile. Rappresenterebbe, inoltre, un ulteriore elemento di attrattività per il territorio e un interessante strumento di riduzione delle emissioni climalteranti e dei costi di realizzazione, gestione e manutenzione delle piste ciclabili.

 

Articoli correlati