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“Previeni”: inquinamento causa infertilità

L’inquinamento ambientale può interferire sulla fertilità umana e animale. Lo rivelano i primi dati del progetto Previeni (www.iss.it/prvn), presentati a Popoli (PE), sede di una delle due oasi coinvolte nello studio, condotto dal WWF insieme all’Istituto Superiore Sanità, il Dipartimento Salute della Donna e Medicina del Territorio-Università Sapienza di Roma/Ospedale Sant’Andrea e l’Università di Siena, promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Le sostanze nocive responsabili dell’inquinamento ambientale sono meglio definite come interferenti endocrini, proprio perchè capaci di condizionare in termini negativi gli equilibri degli ormoni sessuali. Dunque non solo ci “contaminano” quotidianamente attraverso l’alimentazione o il contatto con tessuti, oggetti, plastiche e detergenti ma sono anche in grado di superare la barriera della placenta, un tempo ritenuta invalicabile, tanto che otto bambini su dieci nascono già “contaminati” anche senza disturbi. Lo studio mostra di contro che in situazioni più naturali e salubri, come appunto le Oasi WWF, la presenza dei contaminanti sembra avere un impatto ridotto.

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