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Prevenzione incendi: ordinanza del Comune di Molfetta in ritardo

Secondo l’ordinanza rmessa dalla regione Puglia, il periodo che va dal 15 giugno al 15 settembre è stato dichiarato di grave pericolosità di incendi per tutte le aree boscate, cespugliate o arborate del territorio regionale

Il Comune di Molfetta ha emesso nei giorni scorsi l’Ordinanza anti incendi che impone la pulizia dei terreni anche privati.

“Il sindaco – è scritto nella nota – come autorità di comunale di Protezione Civile, considerando le disposizioni di legge nazionali e il decreto del Presidente della giunta regionale che anche per quest’anno ha dichiarato dal 15 giugno al 15 settembre lo stato di grave pericolosità di incendi per tutte le aree boscate, cespugliate o arborate del territorio regionale, ha emesso una ordinanza valida per il territorio comunale». 

Per le associazioni LAC Puglia e Panda Molfetta l’ordinanza per la lotta agli incendi emessa pochi giorni fa dall’Amministrazione è tardiva.

Difatti, gli ambientalisti, in virtù delle ultime due settimane con clima molto caldo, lamentano al primo cittadino non aver anticipato entro il 31 maggio tutte le attività di pulitura di rovi e di tutta la vegetazione spontanea e dei residui colturali da parte dei proprietari dei fondi privati e delle aree comunali, così come previsto dall’art 8 del DPGR (Dichiarazione Periodo di Grave Pericolosità) n. 180 del marzo 2015, per prevenire ogni possibile causa d’incendi.

L’anticipazione – commentano le associazioni – avrebbe, di fatto, evitato interventi onerosi da parte della macchina della Protezione civile e in particolar modo dei Vigili del Fuoco che, all’occorrenza, vengono allertati per lo spegnimento degli incendi.

In Italia, particolarmente nelle regioni meridionali, il problema degli incendi assume un ruolo determinante per la conservazione della biodiversità. Ogni anno finiscono in fumo migliaia di ettari di bosco e di macchia mediterranea ma i danni non sono solo quelli misurabili nell’immediato.

Per Pasquale Salvemini, delegato regionale della LAC Puglia, moltissime specie animali e vegetali e migliaia di ettari di habitat sono messi a rischio. Basti ricordare che molti animali di piccola taglia e poco mobili (anfibi, rettili, piccoli mammiferi e nidiacei) finiscono bruciati vivi. Ma, anche la visione di un’area bruciata colpisce duramente la bellezza del paesaggio.

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