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Presentato da Ancitel Energia e Ambiente il primo open data ambientale in Italia

Ancitel Energia e Ambiente - Foto conferenza

Un momento della presentaizione di “Smartness in Waste Management”

Non solo le industrie che utilizzano combustibili fossili sono la causa dell’inquinamento atmosferico e di conseguenza del surriscaldamento del clima. Un buon 50% di emissioni di gas serra è causato dall’uso che ogni singolo cittadino fa dell’energia e dei servizi da ciascuno di noi utilizzati.

A marzo 2007 i leader dell’Unione Europea (UE) si sono impegnati a ridurre del 20% il consumo di energia e, quindi, le emissioni di anidride carbonica (CO2), entro il 2020.

Per raggiungere questo obiettivo, il Patto dei Sindaci impegna le città che vi aderiscono a predisporre e attuare un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, puntando a una maggiore efficienza energetica, a un maggior ricorso alle fonti di energia rinnovabile e all’utilizzo di appropriate azioni di promozione e comunicazione.

Per permettere ai Comuni di promuovere interventi di riduzione e prevenzione della produzione dei rifiuti sul territorio e di comunicare ai cittadini, in maniera semplice e trasparente, le informazioni ambientali ed economiche relative alla raccolta differenziata e al riciclo, un protocollo di intesa tra il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ancitel Energia e Ambiente è stato presentato questa mattina a Roma.

Si chiama “Smartness in Waste Management”, è il primo open data ambientale in Italia, uno strumento fondamentale per lo sviluppo della circular economy. Una chiave di accesso permetterà ai trenta Comuni capoluogo di provincia, per adesso, di interagire con SWM.

Il software unico a livello europeo, realizzato da Ancitel Energia e Ambiente con la collaborazione dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del CNR e cofinanziato dal MATTM è strutturato su tre quadri di indicatori – raccolta, emissioni ed economicità – per ognuno dei quali rende disponibili importanti informazioni: rifiuti prodotti Kg/abitante, percentuale di raccolta differenziata e percentuale di avvio a riciclo per quanto concerne la raccolta; tonnellate CO2 equivalente prodotta, tonnellate CO2 equivalente evitata, bilancio delle emissioni e distanza media degli impianti di riciclaggio per quanto riguarda le emissioni; costo totale del processo euro/abitante, costo del trattamento euro/ab e ricavo del Consorzio di filiera euro/ab per quanto riguarda i dati economici. Rileva eventuali criticità nelle gestioni e suggerisce la maniera più logica e sostenibile per porvi rimedio. Anche dal punto di vista economico.

Il software elabora i dati raccolti e inseriti dai singoli Comuni e consente al contempo di accedere a nuove politiche di gestione perché garantisce accessibilità, trasparenza e tracciabilità dei dati. Tutte le informazioni potranno essere direttamente condivisibili sui social media con l’obiettivo di rendere trasparenti i risultati verso i cittadini, che attraverso un’app potranno monitorare le performance del proprio Comune.

I ventisei comuni coinvolti nel progetto che punta a stimolare la circular economy nel segno della sostenibilità economica, ambientale e sociale sono Alessandria, Aosta, Ascoli Piceno, Chieti, Cosenza, Crotone, Campobasso, La Spezia, Lecce, Lecco, Matera, Messina, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Pistoia, Prato, Ragusa, Sassari, Taranto, Teramo, Terni, Trapani, Trieste e Vicenza, mentre gli ultimi quattro sono in fase di formalizzazione.

«L’Europa – ha spiegato Filippo Bernocchi, Delegato ANCI Energia e Rifiuti – ha posto l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 la percentuale del 50% di avvio a riciclo, chiedendo di puntare su un’economia circolare che consideri i rifiuti una risorsa a tutti gli effetti.  “Smartness in Waste Management” è uno strumento indispensabile che va proprio in questa direzione, perché fornisce agli amministratori un quadro chiaro e puntale sul ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio, creando i presupposti per una loro più corretta valorizzazione».

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