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Premio Ilaria Alpi: il giornalismo che fa bene all’ambiente

Sono già 17 anni che Riccione ospita questo festival del giornalismo televisivo, ricco di incontri, mostre e dibattiti, ma soprattutto di bei reportage e documentari incentrati sui temi caldi del momento. Sono oramai 17 anni che si attende la verità giudiziaria sul caso della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e del suo videoperatore Miran Hrovatin, cui la manifestazione è dedicata, uccisi nel 1994 in Somalia mentre stavano lavorando ad un’inchiesta su rifiuti tossici e traffico d’armi. “Esserci per la verità”, questo il tema e il monito di questa XII edizione del Premio Ilaria Alpi, ospitato tra Villa Mussolini e Palacongressi, nella densa estate di riviera.

Sono stati più di 40 i reportages e i servizi dedicati all'ambiente, foto Sanzia Milesi

Sprint sui temi sociali, ma anche l’ambiente… – In totale sono stati 275 i servizi televisivi in gara, realizzati da giornalisti professionisti, freelance, registi e videomaker. In vetta, come sempre le inchieste su temi sociali, 115 in tutto, che si sono conquistate la fetta più grossa delle presenze e anche il podio di finalisti e premiati al concorso durante la serata finale condotta da Tiziana Ferrario, selezionate per le diverse categorie dalla giuria presieduta da Italo Moretti (di cui per altro faceva parte il compianto Roberto Morrione): miglior reportage italiano, miglior reportage internazionale, premio Miran Hrovatin (per telecineoperatori e videomaker), miglior servizio da telegiornale, miglior servizio da televisioni locali e regionali, premio Ilaria Alpi Doc Rai 3 (per gli inediti), premio Giovani (per gli under 33) e premio della critica (assegnato a latere da un’apposita giuria di critici tv).

Tiziana Ferrario intervista il giornalista e scrittore Bernardo Valli, foto Sanzia Milesi

Ben in evidenza tra le inchieste iscritte al Premio si sono però mostrate anche le tematiche ambientali. Una quarantina circa i servizi che hanno affrontato l’ambiente da diversi punti di vista: dal business dell’energia green all’impatto delle centrali nucleari correlate alla presenza di discariche radioattive sul territorio nazionale. Tra questi, una nicchia di tre servizi è stata riservata al petrolio: elemento che viene preso in considerazione sia per i possibili danni all’ambiente sia per la sua importanza in chiave politica ed economica. Oltre a 5 inchieste legate ai disastri idrogeologici che hanno squassato l’Italia nell’ultimo anno e una decina di servizi su L’Aquila e ad Haiti per raccontare le fatiche del post-terremoto.

Il business dei rifiuti – Il Premio Ilaria Alpi, promosso da Regione, Provincia e Comune, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana con vari patrocini istituzionali di rilevanza, ha inoltre assegnato a latere del concorso ufficiale il Best International Organised Crime Report (BIOCR) Award 2011, indetto alla sua prima edizione unitamente a Flare Network e Novaya Gazeta, che è stato vinto dal documentario Toxic Europe diretto da Delphine Reuter, Cecilia Anesi e Giulio Rubino (montatore Gianmarco Giometti). Il video, che mostra un traffico internazionale di rifiuti, è il risultato di un’inchiesta portata avanti a livello europeo da un team internazionale di giornalisti. Filmato in Italia, Belgio e Romania, parla di questo business criminale sempre più remunerativo mostrandone meccanismi, lacune legislative, strategie di trasporto e smaltimento, conseguenze sull’ambiente e sulla popolazione.

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