Alessandro Marescotti, fondatore di Peacelink, ha ritirato, a Ravenna, il “Premio Honoris Causa” per il Giornalismo d’Inchiesta. Marescotti dedica il riconoscimento ai peacelinkers, cioè a tutti i redattori disseminati per l’Italia che hanno fatto di PeaceLink un sito di oltre quarantamila pagine web. «Senza questo vasto e continuativo lavoro di squadra – ha detto Marescotti -, PeaceLink non avrebbe mai inciso nel panorama informativo italiano come voce libera, indipendente e fuori dal coro».
Ad oggi sono esattamente 40.281 gli articoli scritti dalla redazione di PeaceLink, mentre un numero ancora superiore è stato generato come pagine web dagli utenti delle varie mailing list che, sulle varie tematiche, segnalano quotidianamente informazioni sulle questioni più svariate: le loro email generano in automatico pagine su Internet dotate di un loro indirizzo web.
PeaceLink, rete telematica nata nel 1991 sui temi della pace e della cittadinanza attiva, è oggi impegnata in un difficile e complesso lavoro di denuncia e di inchiesta sulle questioni più scottanti, che vanno dagli armamenti all’inquinamento industriale, dalla solidarietà internazionale con le popolazioni colpite dalla povertà e lo sfruttamento all’educazione alla pace, dai conflitti dei “senza voce” alla manipolazione dell’informazione di guerra. Recentemente – prosegue Marescotti -, «ci stiamo specializzando nell’interlocuzione con la Commissione Europea per segnalare “dal basso” la violazione delle direttive comunitarie, ponendo attenzione alla ricerca delle migliori pratiche per la riconversione etica, ecologica e solidale del modello di sviluppo».
PeaceLink è diventata il centro di raccolta e valutazione di molte segnalazioni “scomode” ed è assistita da esperti che volontariamente prestano la loro consulenza per rendere l’informazione della stessa attendibile, scientificamente solida e giuridicamente inattaccabile.
Nella redazione di PeaceLink vi sono traduttori, giornalisti, fotografi, mediattivisti, autori di libri. Con una web-tv online seguono eventi e organizziamo convegni che possono essere seguiti in tutt’Italia tramite smartphone, tablet o computer.
Pertanto «il premio che ritirerò a Ravenna è un riconoscimento a tutta la rete di volontari che quotidianamente, con dedizione e nello spirito del volontariato, intersecano competenze tecniche e culturali per rendere efficace la “comunicazione dei cittadini”. Mi piace perciò dedicare il premio – prosegue il collega – al lavoro di questa rete di cyber-cittadinanza attiva. Con questa rete vogliamo costruire la speranza pur denunciando l’ingiustizia».
Il Premio “Honoris Causa” è riservato – si legge nel bando – a “chi, nel corso degli anni, abbia dimostrato impegno e dedizione alla realizzazione e/o diffusione dell’attività giornalistica d’inchiesta in Italia”. La Giuria è presieduta dal giornalista Loris Mazzetti. I membri della giuria sono: Loris Mazzetti (Capostruttura Rai3), Giorgio Santelli (Giornalista Rainews e Articolo21), Carla Baroncelli (Giornalista Tg2), Norma Ferrara (giornalista Libera Informazione), Gaetano Alessi (fondatore AdEst e vincitore premio Fava 2011), Salvo Ognibene (redattore 10e25 e I Siciliani Giovani), Pietro Raitano (Direttore AltrEconomia). Il premio, organizzato dal “Gruppo dello Zuccherificio” per il giornalismo di inchiesta, è già alla sua terza edizione.
I vincitori di quest’anno sono:
– Categoria Giovani
1º Ester Castano
2º Michela Mancini
– Categoria Nazionale
1º Maurizio Torrealta/Emmanuele Lentini
2º Enrico Casale
– Menzione Speciale
Giuseppe Pipitone
Premio Honoris Causa ex aequo a Alessandro Marescotti e Amalia De Simone


