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Il PPP contro il dissesto idrogeologico

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In Italia la normativa che si occupa del partenariato pubblico privato – PPP – ha vita recente. È infatti il Decreto Legislativo 50 dello scorso 19 aprile ad occuparsi, per la prima volta nella nostra legislazione, di PPP e project financing.
Questa particolare forma di cooperazione può essere una delle chiavi e delle sfide future per tutti quegli attori che si occupano in Italia di prevenzione di situazioni d’emergenza, in particolare di dissesto idrogeologico? È anche grazie al PPP che possono essere raggiunti gli obiettivi che il Governo, con la piattaforma #italiasicura, si è prefissato?

dissesto monitoraggio
A Roma una tavola rotonda apre il confronto su un modello di collaborazione pubblico/privato applicato alla prevenzione di situazioni d’emergenza

Ne hanno discusso a Roma questa mattina, nel corso di una tavola rotonda organizzata da Galileo Advisory e moderata dalla giornalista Francesca Roversi, alcuni dei principali soggetti pubblici e privati che nel nostro Paese si occupano di prevenzione del rischio: Bruno Tufari, Partner e amministratore unico Galileo Advisory; Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory; Chiara Braga, Componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici; Stefano Laporta, Direttore generale ISPRA; Michele Torsello, Responsabile giuridico della struttura di missione #italiasicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Guido Bernardi, Marketing and International Development Manager CAE S.p.A.; Simona Mameli, Sviluppo nuovi mercati nel Sud Est Europa CAE S.p.A.; Angelo Corazza, Direttore presso l’Ufficio Rischi Idrogeologici e Antropici – Servizio rischio idrogeologico, idraulico, idrico, marittimo e costiero del Dipartimento della Protezione Civile; Sergio Sangiorgi, Direttore commerciale Lazio CPL Concordia; Raul Ricozzi, Partner dipartimento Energy Orrick, Herrington & Sutcliffe.
Guido Bernardi ha illustrato la posizione di CAE S.p.A., azienza leader in Italia per quanto concerne le reti per il monitoraggio ambientale in tempo reale: «Dal nostro punto di vista la principale strada da indagare è quella della costruzione di un pool di soggetti, che comprenda società, banche, municipalità, ma anche altri attori, che possano prendere la titolarità su reti di monitoraggio, garantendo il perfetto funzionamento e l’aggiornamento tecnologico delle stesse per 20-25 anni, dimostrando così all’amministrazione pubblica che questo abbatte i costi e mantiene il servizio ai massimi livelli tecnologici».
Dal Veneto alla Calabria CAE vanta un’esperienza ormai decennale nell’installazione di stazioni idrometeorologiche che monitorano dati in tempo reale collegate a sistemi di allertamento in grado, attraverso automatismi opportunamente calibrati, di avvisare le persone interessate al verificarsi di situazioni di pericolo imminente al verificarsi di fenomeni naturali con rilevanza di Protezione Civile.
Alle parole di Bernardi fa eco Roberto Carulli, Partner e socio fondatore Galileo Advisory, soggetto organizzatore della tavola rotonda: «la drastica riduzione di investimenti in grandi opere e infrastrutture ha portato una serie “preoccupante” di ribassi a due cifre. Serve uno strumento che possa dare risposte alle esigenze del Paese senza aspettare i tempi della burocrazia pubblica. L’intervento dei privati deve essere sfruttato in tal senso e il PPP (partenariato pubblico privato) può in tempi brevi e in modo efficace ridurre i rischi sistemici e ampliare i mercati industriali di riferimento».

 

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