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Possibile lo sviluppo della geotermia

Nuove soluzioni progettuali con l’uso di tecnologie innovative potrebbero aumentare nei prossimi anni la quantità di energia geotermica utilizzata in Italia. La prospettiva è emersa dal convegno nazionale “Il possibile contributo della geotermia di alta temperatura per la produzione di energia elettrica in Italia fino al 2050 con l’uso di tecnologie innovative”, organizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) e Unione Geotermica Italiana (UGI).

La frazione di energia fornita nel 2010 dal calore della Terra per tutti i suoi usi, infatti, è stata solo lo 0,7 % dei 185 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio consumati complessivamente per usi energetici (0,57% per produrre energia elettrica e 0,13 per usi diretti). Si tratta di uno sfruttamento molto modesto, se rapportate ai 21 exajoules (corrispondenti a circa 500×106 TEP) di risorse geotermiche potenzialmente estraibili fino a 5 km di profondità su cui il Paese può contare, soprattutto per usi diretti di media e bassa temperatura.

L’incontro, quindi, ha inteso dare un primo contributo alla discussione sul ruolo che il calore terrestre di alta temperatura potrebbe assumere per la produzione di energia elettrica con tecnologie innovative applicate allo sfruttamento dei sistemi geotermici non convenzionali: sistemi magmatici, sistemi a “rocce calde secche” (HDR/EGS), fluidi supercritici, sistemi geo-pressurizzati e sistemi a salamoia calda.

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