Porto turistico di Otranto: la soluzione per i pontili è ancora lontana

Pubblichiamo il comunicato stampa del Comune di Otranto in merito alla conferenza di servizi svoltasi ieri e che avrebbe dovuto sbloccare, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, la pluriennale diatriba sui pontili del porto, che la Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggio vorrebbe smantellare in quanto altererebbero il paesaggio, e il Comune, che invece vuole mantenerli  perché smontarli costerebbe troppo e danneggerebbe irreversibilmente il contesto ambientale e paesaggistico.

Porto di Otranto:

Una lotta senza sbocco

Non si comprende perché continui però questa lotta fra Enti, inspiegabilmente non orientata all’interesse dei cittadini otrantini. Il comunicato sostiene che la Soprintendenza “… da tempo ormai ostacola il Comune di Otranto, la comunità e il territorio …”, assumendo una posizione e usando un linguaggio  che inasprisce i rapporti con un Ente sovraordinato e con il quale invece risulta necessario più che mai dialogare per il bene della comunità

Il Comune contesta, fra l’altro, la “… asserita inapplicabilità al caso di specie del comma 246 dell’art. 1 della L. 145/2018”, richiamata dalla Soprintendenza. Inoltre il Comune, come si legge sempre nel comunicato, ritiene che la norma si riferisca a strutture autorizzate, ma autorizzate con il vincolo della “amovibilità”, dimenticando però che è lo stesso sindaco che in più occasioni ha affermato che le opere non sono smontabili o che lo sono con costi e tempi elevati anche se mai valutati correttamente dall’Amministrazione comunale. Sembra un valzer delle contraddizioni in cui a pagarne le spese sono Otranto e i suoi concittadini.

Sarebbe auspicabile invece un confronto sereno e costruttivo per individuare le migliori soluzioni; queste esistono ed occorre solo la volontà di ammetterlo e di pensare allo sviluppo del territorio. Auspichiamo ed anzi siamo certi che la Soprintendenza, con diverse proposte, possa valutare scelte oculate ed orientate alla salvaguardia dei valori tutelati e nel contempo alla tutela dei posti di lavoro.

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Il comunicato del Comune di Otranto

Ecco come si presentano i pontili con l’intervento realizzato dal Comune di Otranto (Archivio Tommaso Farenga)

Si è svolta questa mattina, nella Sala Consiliare del Comune di Otranto, la conferenza di servizi sul “Progetto di Valorizzazione turistico culturale del porto di Otranto”.

Enti presenti: Comune di Otranto, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, Commissione Locale del Paesaggio, Provincia di Lecce.

Gli assenti, che hanno comunque espresso i loro pareri attraverso delle note inviate tramite PEC: Regione Puglia (Ufficio Demanio Marittimo, Assessorato al Turismo e Sezione Lavori Pubblici), Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, Agenzia Demanio di Lecce e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Molto atteso il parere della Soprintendenza che da tempo ormai ostacola il Comune di Otranto, la comunità e il territorio tutto nella volontà di mantenere i pontili galleggianti tutto l’anno. Anche questa volta l’esito non è stato diverso e il Sindaco Pierpaolo Cariddi, riguardo alla considerazione contenuta nella nota della Soprintendenza circa una asserita inapplicabilità al caso di specie del comma 246 dell’art. 1 della L. 145/2018, poiché “il Comune non è titolare di concessione demaniale marittima” – l’intervento non rientra tra quelli contemplati nella norma – non si tratta  di opera previamente autorizzata, in particolare sotto il profilo paesaggistico, osserva:

“La situazione giuridica in questione è indubbiamente assimilabile a quella della “concessione” e trova legittimazione nella natura pubblica dei soggetti interessati. Nella norma è espresso e inequivoco il riferimento ai “punti di approdo”. La norma si riferisce a strutture autorizzate, ma autorizzate con il vincolo della “amovibilità”, sicché, con il limite temporale del 31/12/2020 che altrimenti non avrebbe significato alcuno, autorizza la deroga ai profili dell’atto autorizzativo che attengono alla “amovibilità/stagionalità”. Si tratta di una questione non affrontata dal Consiglio di Stato, atteso che il provvedimento oggetto di impugnazione è in data anteriore all’approvazione della legge. Peraltro, a conferma dell’impostazione innanzi rappresentata, si evidenzia che la Deliberazione del Consiglio dei Ministri dell’11/06/2019 richiama espressamente l’art. 1, comma 246, della L. 145/2018”.

La seduta si riaggiorna al 15 gennaio 2020 alle ore 10.00.

 

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