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Porto Potenza Picena, investire nel mattone green

A Porto Potenza Picena sta nascendo un progetto edilizio a impatto zero dove sorgeva una famosa fabbrica di ceramiche ora dismessa

Un buon modo con cui fare affari. Affari immobiliari – in un periodo in cui il mercato della casa stagna e miete vittime tra gli operatori – con un occhio al verde. E non solo il verde di giardini ad aiuole nei pressi della propria abitazione, ma anche proprio tutto il discorso della certificazione energetica dell’edificio, che porta un occhio ai consumi (e quindi tanto all’inquinamento quanto al portafogli), sempre più in auge.

Un tempo era Ceramica Adriatica, attiva a Porto Potenza Picena, in provincia di Macerata, già dagli anni ’20. Dismessa. Lo scorso anno, un relitto industriale: un’area di circa 60mila mq, a ridosso di un tratto di costa dalla villeggiatura più rigogliosa del verde. Dalla primavera 2011, con l’abbattimento dei fabbricati e la bonifica del terreno, sono iniziati i lavori.

Nella foto, lo stato attuale dell'area e l'intervento previsto

I lavori per Ecocittà, “progetto immobiliare eco-sostenibile che trasformerà la città marchigiana” reclamizzano gli attori in campo. Attori che s’assumeranno l’onere dichiarato per oltre 100 milioni di euro, frutto di un investimento del Fondo Immobiliare Ecocittà, costituito da investitori italiani e stranieri (provenienti dall’Europa Occidentale e Orientale e dal Medio Oriente) e gestito da Namira S.G.R.p.A. Previste 500 unità abitative, 25mila mq per i servizi e 10mila mq di parco verde pedonale, oltre ad una piazza attrezzata di 3mila mq.

Il progetto di Ecocittà prevede 500 unità abitative (nella foto, il rendering delle palazzine)

Al momento è in corso di realizzazione la bonifica, da parte della F.lli Baraldi Spa: da una parte la raccolta differenziata dei rifiuti recuperati nell’abbattimento dei fabbricati e nei diversi strati del terreno sottostante, dall’altra una barriera idraulica con 4 pozzi per pompare l’acqua di falda da spedire al depuratore per il successivo ri-pompaggio dell’acqua pulita nel fosso a mare. Poi sarà la volta del progetto architettonico, firmato dalla FIMA Engineering. Obiettivo dichiarato: “non consumare terreno agricolo e riqualificare una zona abbandonata attraverso una delle prime realizzazioni su ampia scala di edifici a emissioni zero, grazie all’utilizzo di tecnologie fotovoltaiche, geotermiche e l’ampio uso di materiali legati al territorio marchigiano. Costruzioni ad alta efficienza energetica (in classe A e A+), con edifici multipiani residenziali, urban villa e zone commerciali sotto i portici. Accorgimenti tecnici come i rivestimenti sulla facciata che ombreggiano ed evitano il surriscaldamento, l’impiantistica di alto livello ed elevati standard acustici”.

Così mentre son già in fase di realizzazione 3 lotti, di cui uno residenziale e due promiscui residenziali e commerciali, affidati alla società di costruzioni Generale Costruzioni di Castelfidardo (AN), il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca plaude «un esempio virtuoso di internazionalizzazione (…) in linea con la programmazione urbanistica regionale che si fonda sul recupero e riqualificazione dell’esistente e non sul consumo di nuovo suolo». E il Sindaco, Sergio Paolucci, in accordo con Guy Bertolozzi, rappresentante di Ecocittà, anticipa: «grazie all’accordo tra proprietà e Comune, avremo una nuova scuola elementare e il 25% delle abitazioni vendute a prezzo convenzionato». Mentre si dice ridotta al 51% la volumetria del complesso industriale pre-esistente, per dar spazio al verde.

Fotogallery EcoCittà

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