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Porto di Ancona

In un’area depressa oggetto di riqualificazione da parte dell’Autorità portuale di Ancona, nascerà uno degli impianti fotovoltaici più grandi d’Italia. Il tetto di un ex stabilimento industriale sarà bonificato dall’amianto e lascerà il posto a un megaimpianto fotovoltaico in grado di produrre 3.200 KWp, sufficiente per alimentare il fabbisogno di circa 1.600 abitazioni. L’installazione dell’impianto fotovoltaico del porto marchigiano sarà totalmente a carico dell’associazione di impresa che realizzerà l’intervento con un investimento pari a 16 milioni di euro e l’avrà in concessione per 20 anni. Ambient&Ambienti ha intervistato il dott. Tito Vespasiani, segretario generale dell’Autorità di porto di Ancona.
 

Dottor Vespasiani, ci parli di questo progetto.

 
L’ Autorità portuale di Ancona tre anni fa ha acquistato un complesso industriale in disuso di 100mila metri quadrati, caratterizzato dalla presenza di capannoni con una superficie di 50mila metri quadrati. I capannoni, ormai fatiscenti, erano caratterizzati dalla presenza di amianto sui tetti, quindi era necessario fare un’opera di riqualificazione complessiva.

Vista panoramica del porto di Ancona

Vista panoramica del porto di Ancona

 Perché l’Autorità del porto ha acquistato l’ex complesso industriale?

 
Perché il complesso industriale è adiacente l’area demaniale e quindi rientrava nel progetto di espansione dell’attività portuale. Parte di questi capannoni era già utilizzata da alcuni operatori, in concessione. Poiché l’intervento di rimozione dell’amianto e il rifacimento di tutte le coperture sarebbe stato un intervento particolarmente costoso…
 

 

 Cioè quanto?

Circa 6 – 7 milioni di euro, abbiamo pensato di realizzarlo con capitale privato.
  

Ci spieghi meglio.

 
Abbiamo bandito una concessione di lavori pubblici; il vincitore della gara, il futuro concessionario, realizzerà la totale rimozione dei tetti, la totale bonifica dell’amianto e il rifacimento di tutte le coperture.

ex-complesso Tubimar

ex-complesso Tubimar, vista dell'esterno

Arriviamo all’impianto fotovoltaico.

 
Il concessionario installerà l’impianto fotovoltaico su tutti i tetti, per produrre energia elettrica. Quindi, l’intervento di bonifica dei tetti è a carico del concessionario, e l’Autorità portuale si ritroverà con tutti i capannoni col tetto nuovo, e senza amianto.
 

 

Il concessionario si assume tutte le spese, ma guadagnerà pure.


In realtà il concessionario poi cercherà di rivalersi dell’investimento attraverso la produzione di energia elettrica e la vendita di energia elettrica alla rete al gestore.
Il progetto presentato dal concessionario vincitore prevede una centrale di circa 3,2 megawatt, una centrale rilevante, che prevede l’installazione di 18 mila metri quadrati di pannelli. Ciò farà sì che questo impianto fotovoltaico sia il secondo della regione Marche.

Il concessionario pagherà un canone di locazione all’Autorità portuale?


Certo, nella gara è stato previsto un canone di 50mila euro l’anno, per la concessione dello sfruttamento economico e commerciale dei tetti. Nella struttura, poi, ci sono gli operatori che, sempre in regime di concessione, operano per il deposito delle merci, per le attività cantieristiche navali.

ex-complesso Tubimar, vista dell'interno

ex-complesso Tubimar, vista dell'interno

Quindi l’Autorità potrà godere sia dei canoni di locazione, sia dell’ammodernamento della struttura e tutto a costo zero.

L’Autorità portuale avrà i tetti nuovi, ben 50mila mq di capannoni, su tutto il comprensorio: questo intervento avrebbe determinato un costo di 6 milioni di euro a suo carico. Quindi l’Autorità portuale risparmia 6 milioni di euro e in cambio dà in gestione il tetto a soggetti investitori. Il soggetto investitore produce energia elettrica pulita e questo è un vantaggio per tutta la città.

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