Pordenone, concluso progetto CAI su speleologia

Si è concluso a Pordenone il progetto celebrativo del 150° anniversario del Club Alpino Italiano dedicato al mondo degli ipogei sotterranei, chiamato I vuoti che riempiono le montagne.

Domenica 8 dicembre, presso Palazzo Mantica, sono intervenuti i rappresentanti degli Enti locali pordenonesi e friuliani per sottolineare come la speleologia sia anche cultura, ricerca scientifica e strumento per educare i più giovani al rispetto dell’ambiente. Nella foto, la platea intervenuta alla conferenza.

«Non possiamo prescindere dall’aiuto del CAI in molti aspetti, dal soccorso alla tracciatura dei sentieri. Oggi parliamo di grotte ma il CAI è tanto altro», ha dichiarato il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia Sergio Bolzonello. «Nei percorsi per valorizzare la nostra regione c’è uno spazio enorme e avere dei compagni di viaggio come gli amici del CAI ci aiuta e aiuterà molto».

Il presidente generale del CAI Umberto Martini ha sottolineato come in Friuli le attività portate avanti dal Sodalizio a livello nazionale siano in costante aumento:  «Le iniziative sono tante e appassionate. Nel territorio le celebrazioni per il 150° anniversario stanno continuando soprattutto per promuovere la nostra associazione verso l’esterno».

In rappresentanza del CAI sono intervenuti anche il presidente del Gruppo regionale friulano Antonio Zambon e il presidente della Sezione di Pordenone Aleris Pizzut.

Hanno concluso la presidente USP CAI Romina Lorenzi e il responsabile del progetto I vuoti che riempiono le montagne Giorgio Fornasier. I loro interventi hanno sottolineato l’impegno profuso quest’anno per mostrare come la speleologia non sia fine a sé stessa, ma comprenda anche aspetti come la ricerca scientifica e la promozione turistica del territorio.

La mattinata è proseguita con la seconda giornata di lavori della Scuola nazionale di speleologia CAI, che ha visto la nomina di otto nuovi Istruttori di speleologia del CAI e di tre Istruttori nazionali di speleologia del CAI.

 

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