Pomodoro sostenibile con Mutti e WWF

Ogni processo produttivo necessita in tutte le sue fasi di risorse naturali, soprattutto di acqua. Ogni attività di produzione e consumo di prodotti incide sulla riduzione e sull’inquinamento delle risorse disponibili: misurare l’impronta idrica (water footprint) è dunque necessario per salvaguardare l’ambiente e la risorsa acqua.

L’impronta idrica si valuta considerando tre tipologie di acqua: acqua verde (volume di acqua piovana utilizzato dalle colture per crescere), acqua blu (volume di acqua superficiale e sotterranea prelevato per i processi agro-industriali, primo tra tutti l’irrigazione), acqua grigia (volume di acqua inquinato, ad esempio, da fertilizzanti e pesticidi).

Una rilevante impronta idrica è rilasciata dal settore agricolo, che utilizza circa il 70-80% dell’acqua dolce disponibile sulla Terra. Mutti e WWF hanno studiato un piano per la riduzione della water footprint.  Il produttore di conserve si è impegnato a ridurre del 3% la propria impronta idrica: un risparmio di acqua quantificabile in circa 7 milioni di vasche da bagno (ogni vasca contiene circa 140 litri).

Gli interventi di riduzione riguardano direttamente l’acqua usata per l’ irrigazione (acqua blu) ed anche la riduzione dei fertilizzanti (acqua grigia). Tutta la filiera produttiva ha introdotto tecnologie e procedure innovative, che rendono più sostenibile l’utilizzo dell’acqua.

Mutti e WWF collaborano anche per la riduzione delle emissioni di carbonio (ovvero della carbon footprint). Questo obiettivo è raggiungibile attraverso la modifica e l’ottimizzazione degli impianti esistenti e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. L’obiettivo che Mutti si pone è la riduzione del 19% delle emissioni di CO2 entro il 2025.

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