Pollini e Covid, che paura!

Le allergie stagionali si sono manifestate prepotentemente in questi giorni. Alcuni sintomi possono fuorviare, ma con le terapie e un po’ di pazienza tutto passa

Con l’arrivo della bella stagione i soggetti allergici iniziano ad imbottirsi di antistaminici per poter sopravvivere alle allergie stagionali. Ma in questo periodo, con la pandemia da Covid-19 ancora in atto, la chiusura forzata di tutte le attività umane e l’inizio della Fase 2, che sta riportando lentamente la normalità della vita quotidiana, è difficile vivere per i soggetti allergici.

I sintomi delle allergie rendono già di per sé difficile la quotidianità in tempi normali. A ciò si aggiungono le ansie, le paure, le frustrazioni e le apprensioni di questo periodo che provocano ulteriori preoccupazioni e fraintendimenti tra la popolazione.

Con la fioritura che avviene in primavera, c’è un netto aumento delle concentrazioni di polline nell’aria, che provoca notevoli problemi a chi è allergico. Maggio è il mese in cui fioriscono le graminacee, le parietarie, le oleacee, le platanacee in minima parte le betulacee.

Come si manifestano le allergie

allergie di primaveraI disturbi più ricorrenti sono starnuti e prurito al naso, naso chiuso o colante (in questo caso, parliamo di rinite allergica), occhi rossi, lacrimazione e prurito (sono i sintomi della congiuntivite), respiro sibilante, corto e tosse, senso di costrizione toracica, orticaria, gonfiore alle labbra, lingua, occhi o viso. In alcuni casi dolori addominali, nausea, vomito o diarrea, pelle arrossata, screpolata o secca. Nei casi più gravi si può avere uno shock anafilattico che può portare anche la morte. Causato da una presenza massiccia e una concentrazione elevata dell’allergene nell’aria circostante, lo shock si manifesta con gonfiore della gola e della bocca, respirazione difficoltosa, vertigini, confusione, pelle o labbra cianotiche, collasso e perdita di coscienza. In questo caso, l’intervento immediato in pronto soccorso e la somministrazione di cortisone può salvare la vita. In casi rari, le allergie possono manifestarsi con febbre alta.

Allergie a COVID: evitare il panico

Alcuni di questi sintomi, oggi, possono essere scambiati per Covid-19. La paura del contagio, alcune forme di psicosi inevitabili dovute al lockdown e le preoccupazioni generali provocano situazioni surreali, sia in chi è allergico e sia in chi è vicino. Già uno starnuto e un colpo di tosse oggi causano imbarazzi e scene di panico, ma se un soggetto allergico dovesse avere una crisi respiratoria magari mentre è al supermercato, sicuramente ci sarebbe un fuggi fuggi generale e reazioni sconcertanti e violente.

Il panico, soprattutto in questo caso, oggi può essere letale.

Chi soffre di allergia, quindi, deve premunirsi per evitare di incorrere in inutili e spiacevoli situazioni. Seguire dunque la terapia farmacologica di antistaminici ed evitare di uscire quando c’è molto vento o attraversare luoghi potenzialmente pericolosi dove c’è un’elevata percentuale di allergeni.

Un test allergologico sicuramente è fondamentale per capire quali siano gli allergeni che provocano le reazioni dell’organismo e quali possano essere le misure farmacologiche più adeguate.

Il monitoraggio dei pollini

polline
Foto di Free-Photos da Pixabay

Oggi è possibile anche monitorare l’andamento dei pollini grazie alla tecnologia. Tramite centraline e sensori, l’ARPA, ma anche altri enti,  controlla l’andamento quotidiano, settimanale e mensile della concentrazione di pollini e spore nell’aria. I dati raccolti vengono suddivisi per aree, regioni e anche in base alla tipologia del polline. Oltre a consultare sul web l’andamento pollinico in una zona o in una regione, oggi è possibile essere aggiornati anche tramite app per smartphone: basta inserire negli store la parola “polline” e scegliere l’applicazione che ci è più congeniale.

Sono informazioni importanti per chi soffre di allergie stagionali che possono evitare tanti problemi. Ma non sono la soluzione. Il test allergologico, il medico curante e l’allergologo non sono sostituibili. Quindi, rivolgersi sempre agli esperti con i risultati alla mano. Ed evitare il panico: in questo periodo un colpo di tosse, uno starnuto, o una crisi respiratoria possono creare allarmismi inutili; per cui, è bene stare tranquilli e attenti.

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