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Politiche climatiche e circular economy alla plenaria di Strasburgo

Dal 16 al 19 maggio si è svolta a Strasburgo la sessione plenaria del Parlamento Europeo. Tra gli argomenti oggetto di dibattito, circular economy e politiche climatiche.

Ambiente, sostenibiità e politiche climatiche sono da qualche anno a oggi tra gli oggetti principali di dibattito nell’Unione Europea. L’ultima seduta plenaria del Parlamento Europeo, svoltasi a Strasburgo tra il 16 e il 19 aprile, non ha fatto che riconfermare questo trend.

Un primo regolamento approvato in questi giorni, ad esempio, riguarda l’efficienza energetica degli edifici. Il problema è di rilievo, se si pensa che attualmente il 40% delle risorse energetiche disponibili è usato per riscaldar o raffreddare gli edifici, l’obiettivo stabilito, dunque, è che entro il 2050 questo quantitativo di energia sia nullo o quasi. In quest’ottica, gli Stati dell’Unione dovranno presentare strategie di lungo periodo mirate alla ristrutturazione degli edifici più vecchi, in modo che anhe questi siano il più possibile allineati alle direttive europee. Per quanto riguarda invece le nuove costruzioni, dovranno prevedere postazioni di sosta e ricarica per i veicoli elettrici. Inoltre, è stato ribadito l’incentivo a servirsi delle nuove tecnologie per ridurre i consumi energetici.

politiche climatiche

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Politiche climatiche e riduzione delle emissioni

Martedì 17, il Parlamento ha approvato due proposte di regoalamenti (“Effort Sharing” e “LULUCF”) riguardanti le politiche climatiche. Gli obiettivi, da raggiungere entro il 2030, riguardano principalmente la riduzione delle emissioni. In particolare, si è ribadito il sostegno ai piani nazionali, in modo da ridurre le emissioni di CO2 del 30% rispetto ai livelli del 2005. Il taglio delle emissioni, oltre che (come si è visto) dalla migliorata efficienza energetica degli edifici, deve venire dalle fabriche e dai trasporti, nonchè da una migliore gestione dei rifiuti. Inoltre, tramite l’approvazione del regolamento LULUCF, si è stabilito che l’emissione e assorbimento di CO2 determinati dall’uso del suolo e dalla silvicoltura debbano essere bilanciate entro il 2030.

“Con questa legge – commenta il portavoce del Partito Popolare Europeo Norbert Lins – stiamo lanciando un segnale: vogliamo che le foreste europee continuino a essere gestite in maniera sostenibile, e che la silvicoltura rimanga per l’Europa un settore forte”.

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Le due proposte presentate non sono state votate con identico entusiasmo. Se infatti il provvedimento LULUCF ha ottenuto una larga maggioranza (574 voti favorevoli, contro 79 contrari e 32 astenuti), il regolamento “Effort sharing” ha ottenuto solo 343 voti, contro 170 no e 172 astensioni. La percezione, come ha commentato l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi,  è che non si tratti di “un testo non ambizioso e fragile che ci allontana dalla realizzazione degli obiettivi sul clima sottoscritti a Parigi nella Cop21″.

Circular economy: ridurre lo smaltimento in discarica

Un’ulteriore novità riguarda le normative in materiadi circular economy e smaltimento dei rifiuti. Il regolamento adottato prevede in primo luogo che entro il 2025 almeno il 55% dei rifiuti urbani sia riciclato. Tale percentuale deve poi essere aumentata al 60% entro il 2030, e al 65% entro il 2035.

Nuove regole anche per quanto riguarda lo smaltimento in discarica, che deve diventare un’eccezione. La normativa votata mercoledì richiede infatti che entro il 2030 la percentuale di rifiuti urbani smatita nelle discariche non sia superiore al 10%. In più, si è stabilito che entro il 2024 i rifiuti biodegradabili siano raccolti separatamente, o che si ricorra al compostaggio domestico. Infine, in linea con i Sustainable Development Goals, l?unione Europea si è prefissata di ridurre gli sprechi alimentari. Gli obiettivi prevedono una riduzione del food waste pari al 30% entro il 2025, per raggiungere il 50% entro il 2030.

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