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PMI futuro delle rinnovabili

Lo sviluppo delle rinnovabili è legato a doppio filo alla crescita delle PMI (Piccole e Medie Imprese). Secondo Giuseppe Bratta (al centro nella foto), presidente del Distretto produttivo La Nuova Energia, è questa la chiave di lettura dell’esodo dal nostro territorio dei grandi gruppi industriali e delle multinazionali delle rinnovabili.

Pochi giorni fa, infatti, si è appreso che dopo Vestas, anche il gruppo Marcegaglia ha scelto di chiudere gli stabilimenti tarantini, lasciando sul lastrico centinaia di dipendenti a cui va tutta la solidarietà del Distretto.

«Per quanto la situazione sia grave, soprattutto in un territorio, come quello tarantino, già fortemente martoriato dalla crisi, le scelte di Vestas e Marcegaglia non sorprendono», dichiara Bratta. «Le grandi aziende non legate al territorio decidono di investire là dove ci sono politiche incentivanti e, alla prima difficoltà, scappano via. I grandi gruppi industriali sono equiparabili ad investitori finanziari che decidono di restare su un territorio solo se fortemente incentivati».

Quello che sorprende e che provoca amarezza è il grande clamore mediatico suscitato da queste vicende. Vestas e Marcegaglia, seppur molto importanti, rappresentano appena il 10% del fatturato delle rinnovabili che è quasi esclusivamente appannaggio delle PMI. Sono proprio le piccole imprese locali ( fatte da PMI, professionisti e micro aziende) ad aver subìto maggiormente le nefaste conseguenze della crisi e dell’eliminazione degli incentivi, con un calo dei fatturati di oltre il 70% e una riduzione degli occupati di circa 3mila unità. Eppure questo crollo diffuso non sembra interessare particolarmente i media.

Il futuro delle rinnovabili e della Puglia in particolare dipende fortemente dalla capacità delle PMI di innovarsi per continuare ad essere competitive sul mercato. E per farlo non sono più necessarie le politiche incentivanti, in grado di portare risultati esigui a fronte di grossi investimenti statali iniziali. Quello che occorre ora è lavorare sulla futura programmazione dei fondi strutturali 2014-2020, cosi come stiamo facendo centrando la stessa sui clusters e le PMI.

«Alla Regione chiediamo di continuare a mettere in atto politiche strategiche per favorire l’innovazione diffusa a favore delle PMI sul territorio. Solo così potremo dare nuova linfa al settore e lavorare al suo rilancio».

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