Planet or plastic, parte da Bari l’attenzione all’ambiente – VIDEO

Questo articolo, come gli altri che pubblicheremo in queste settimane, è stato realizzato da uno degli studenti del Liceo scientifico “Gaetano Salvemini” di Bari, che ha partecipato al PON 0009707 -FSE e FDR – Apprendimento e socialità: ERGASTERIO – laboratori per comp0etenze – Modulo: UmanaMente-02.  Gli studenti hanno lavorato sul tema del giornalismo scientifico e, più in generale sul tema scottante della corretta informazione e divulgazione. Guidati dalla direttrice di “Ambient&Ambienti” Lucia Schinzano, hanno preso dimestichezza con gli aspetti essenziali della scrittura giornalistica e, in particolare della scrittura di temi “green”. Hanno cercato le fonti, le hanno discusse, le hanno trasformate per ricavarne articoli e si sono cimentati col web journalism. Gli articoli sono stati tutti corredati da video-interviste che gli studenti hanno realizzato con i loro mezzi, e con tanta buona volontà, e sono stati seguiti in questa parte del percorso, dal giornalista Ruben Rotundo. La fase finale è consistita nell’editing. Ne sono venuti fuori articoli che manifestano un approccio semplice eppure molto motivato, e che hanno avuto il merito di rendere i ragazzi più consapevoli verso ciò che vedono, ascoltano o leggono. E questo è un bel traguardo. Buona lettura

Inquinamento da plastica quasi ingestibile, dati del WWF a dir poco spaventosi. Inaugurata a Bari la mostra per sensibilizzare sul tema

 

di Alessandra Bello

450 mln di tonnellate di plastica sono prodotte ogni anno e, tra queste, 8 mln di rifiuti finiscono nell’oceano. Questi sono i numeri a dir poco spaventosi che ha raccolto il WWF  (la maggiore associazione ambientalista italiana) in un recente studio.

L’eccessivo inquinamento

tartaruga
Il 52% di tutte le tartarughe marine ingeriscono plastica (© Troy Mayne-WWF)

L’eccessiva produzione di questo materiale ha peggiorato sempre di più la situazione, fino a renderla ingestibile. Questo tipo di inquinamento è particolarmente accentuato nei paesi in via di sviluppo: le zone dell’Africa e dell’Asia, dove i sistemi di raccolta dei rifiuti sono spesso inefficienti. Anche i paesi più industrializzati, però, stanno riscontrando delle difficoltà in questo campo. Si stima, ad esempio, che solo in Italia vengano consumati miliardi di sacchetti di plastica al mese, un quarto di quelli prodotti in Europa. Secondo la ONG GreenPeace, il 10% di questa produzione finisce in mare e solo il 15% viene riciclato. Per questo, le specie marine sono rimaste vittime di entanglement, morte di fame, soffocamento o annegamento perché rimangono incastrate nei sacchetti e in altri rifiuti plastici. La plastica colpisce anche l’alta montagna: le buste di plastica vengono trasportate dal vento sulle alte cime dove, dopo essersi depositate, vengono ingerite dagli animali del bosco.

La provenienza della plastica

Una delle origini di tutta questa plastica è la smisurata vendita di oggetti prodotti con questo materiale: è riconosciuta come un materiale privilegiato per tantissimi prodotti usa e getta e dal costo bassissimo. Nonostante le comodità che offre il materiale, la condizione è peggiorata a tal punto che l’Unione Europea ha vietato la vendita di oggetti in plastica sostituendoli con articoli in materiali riciclabili. Oggi, quindi, si assiste ad una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente.

Le proteste dei giovani

Lo dimostrano le numerose proteste di giovani , come Greta Thunberg, che si sono mobilitati in favore del pianeta. Proprio da questi ultimi, che risultano essere più sensibili al tema ambientale, parte la spinta per il cambiamento. Si moltiplicano quindi le iniziative per sensibilizzare i giovani – ma non solo – alle emergenze ambientali di questi anni. Tra queste, un’iniziativa che si sta tenendo in queste settimane a Bari

La mostra Planet or Plastic

La mostra “Planet or Plastic?” è visitabile a Bari

Planet or Plastic è una mostra fotografica organizzata appositamente per coloro a cui sta a cuore,  ma soprattutto per chi ignora  il futuro incerto del pianeta. E’ allestita a Bari presso il Teatro Margherita dal 2 dicembre 2021 al 13 marzo 2022,  attraverso il lavoro di fotoreporter che collaborano con la National  Geographic Society ed artisti che hanno sviluppato progetti di sensibilizzazione sul tema della plastica. «Permette al visitatore di immergersi in un percorso di approfondimento e consapevolezza sul tema, analizzandolo da diversi punti di vista e dando degli spunti di riflessione su ciò che ognuno di noi può fare per il benessere del nostro pianeta.» Questo è quello che il giornalista e direttore scientifico del National Geographic Italia, Marco Cattaneo, ha affermato in una recente intervista. La mostra è composta da  71 fotografie divise in 6 sezioni tematiche che approfondiscono il materiale plastico, partendo dalla sua storia, attribuendole pregi e difetti, e attraverso gli strumenti fotografici e artistici,  consentono  di visualizzare il problema, sensibilizzando il pubblico e stimolandolo ad agire.  E’ destinata ad un pubblico di adulti e ragazzi; le immagini riportate, sono una testimonianza reale delle gravi conseguenze ambientali dovute all’eccessivo utilizzo della plastica nell’ambito della nostra vita quotidiana.

Archeoplastica

Il percorso espositivo si arricchisce della mostra Archeoplastica, un’ esposizione originale e significativa di reperti di plastica rinvenuti sulle spiagge pugliesi e risalenti agli scorsi decenni, fino anche agli anni ’60. Il progetto è nato dall’idea del pugliese Enzo Suma, che da oltre 10 anni lavora come guida naturalistica ad Ostuni.

Sono  iniziative come queste che possono far riflettere e spronare  ad agire per il bene del pianeta coloro che non hanno ancora preso a cuore la questione ambientale.

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